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La fibromialgia è una patologia legata ai circuiti neurologici; in particolare quando si soffre di questo disturbo, c’è uno squilibrio neurologico.

I circuiti neurologici servono a processare gli impulsi legati al dolore, che vengono trasmessi dalle zone sofferenti fino al cervello.

Quando c’è lo squilibrio neurologico da fibromialgia, i dolori si avvertono in maniera irregolare e non puntuale e precisa.

Le zone colpite dal dolore, come ad esempio i muscoli o le ossa, portano spesso dei dolori, quando si fa pressione sulla zona interessata.

Il paziente può accusare ad esempio formicolio, prurito, mal di testa e affaticamento eccessivo per sforzi anche di lieve entità.

Ci sono ancora altri sintomi correlati come ansia, stress, artrite e inoltre la tiroidite di Hashimoto, che è un disturbo a carico del metabolismo.

Uno degli aspetti negativi della fibromialgia è la sua difficile diagnosi; infatti molti pazienti optano per un ricovero presso una struttura ospedaliera.

In quel caso vengono fatti tutti gli esami del caso; quando si diagnostica la fibromialgia solitamente si prescrivono dei farmaci analgesici.

Inoltre in altri casi, alla terapia farmacologica si può associare anche la psicolterapia, che aiuta il paziente a far fronte ai disturbi da stress e ansia.

La fibromialgia ha avuto un riconoscimento come malattia negli anni 90, quando l’Organismo Mondiale della Sanità l’ha inclusa nella lista delle malattie riconosciute all’estero.

Per quanto riguarda il riconoscimento della malattia a livello europeo e italiano siamo ancora in attesa.

Tuttavia almeno 1 persona su 5 in Europa ne soffre; in particolare le donne e dal punto di vista del riconoscimento della fibromialgia c’è al momento un ddl in corso.

Più precisamente il ddl n. 229, che è in Commissione Sanità, con l’obiettivo del riconoscimento di questa patologia.

Questo processo di allineamento al livello internazionale dovrebbe permettere ai pazienti di essere esenti dalle spese per gli esami diagnostici relativi alla fibromialgia.

Fibromialgia: richiesta invalidità e centri sanitari specializzati

Come dicevamo il primo obiettivo del ddl, è di ottenere lo status di malattia invalidante, con relativa esenzione delle spese sanitarie.

Il secondo obiettivo di questo ddl è l’istituzione di un registro a livello nazionale, che permetta di controllare periodicamente i dati sulla fibromialgia.

A partire dalle percentuali di aumento o diminuzione dei casi di fibromialgia in Italia e in Europa.

Si prevedono anche dei seminari di aggiornamento sulla malattia, per i medici e gli infermieri del circuito nazionale.

Si vogliono creare anche degli ambulatori, per curare i pazienti e anche nuove cure per permettere agli stessi di condurre una vita per quanto possibile normale.

La prevenzione è basilare in questi casi, che lo stato di prefigge di promuovere attraverso la divulgazione dei dati sulla malattia da parte anche di associazioni di volontariato.

Le associazioni intendono assistere i malati con aiuti fisici e psicologici; la fibromialgia essendo una malattia invalidante deve essere inquadrata anche nel contesto dei diritti della persona e verso il lavoro.

Attraverso dei processi di diagnosi si vogliono individuare tutti quei pazienti in cui si riconoscono i sintomi della malattia.

Di conseguenza queste persone vengono inserite nel registro delle esenzioni rispetto agli esami clinici.

Il passo successivo all’approvazione del ddl si basa sulla creazione di centri sanitari su base nazionale per gli studi clinici della malattia.

Quando gli studi clinici sono completati, si passa ai protocolli tarapeutici e alle terapie farmacologiche da adottare.

Inoltre si definisce anche un protocollo che gestisce la riabilitazione e le statistiche sui pazienti.

Per raggiungere questo risultato si rende indispensabile la collaborazione tra i diversi centri diagnostici sul territorio nazionale.

Il Ministero della salute e del Lavoro si stanno organizzando anche dal punto di vista dei diritti sul lavoro.

A questo proposito vogliono dare la possibilità a chi soffre di fibromialgia di poter usufruire del telelavoro

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