Test capello antidroga

La struttura del capello lo rende particolarmente adatto per verificare il consumo di droghe. Al di là della tipologia di assunzione (orale, nasale, intravena o per inalazione), le tracce delle sostanze rimangono a lungo nei capelli. Si parla di Test o Esame tossicologico del capello.

Il periodo in cui si è fatta assunzione di droghe corrisponde alla lunghezza del capello: partendo dal presupposto che i capelli crescono di un cm al mese, una ciocca di 12 cm può rivelare il consumo di droghe nell’arco di un anno. Si tratta di un arco di tempo ben più ampio rispetto a quello tracciabile con le analisi del sangue o delle urine.

Come si esegue il test

Per essere ritenuto valido, il campione non deve essere rappresentato da singoli capelli, bensì una ciocca in tutta la sua lunghezza e dello spessore di una matita, tagliata dalla nuca, il più vicino possibile al cuoio capelluto. L’esame viene effettuato presso gli Istituti di Medicina Legale, di Tossicologia o della Asl o in Laboratori privati. Solitamente ci vogliono 10 giorni per conoscere i risultati.

Test tossicologico capelli: le droghe

Le sostanze stupefacenti che possono essere individuate mediante questo esame sono le seguenti: Amfetamina (Amfetamina, Metamfetamina, MDMA, MDE, MDA), Benzodiazepina (Diazepam, Nordazepam, Oxazepam, Flunitrazepam, 7-Amino-Flunitrazepam, Bromazepam, Alprazolam, Lorazepam), Cannabinoidi, Cocaina, Oppiacei (Diacetilmorfina (Eroina), 6-MAM. Codeina, Diidrocodeina (DHC), Morfina, Metadone, EDDP).

Test tossicologico capelli: i costi

Si tratta di un esame piuttosto costoso: va da un minimo di 100 euro (per la marijuana) a più di 2000 euro se si vuole verificare la presenza di più sostanze.

Alcune curiosità

Per chi non lo sapesse, l’esame tossicologico del capello è in grado di risalire a consumi di droga avvenuti molto tempo prima.

Si parla infatti di quasi un anno di distanza. A differenza di quelli delle urine che identificano il consumo di cannabis di circa un mese prima o cocaina, di qualche giorno. Com’è possibile che risulti così efficace?

Il motivo risiede nel fatto che i principi attivi contenuti in una droga continuano a circolare nel nostro corpo per un po’. Nel momento in cui si fa uso di sostanze stupefacenti, esse passano dal sangue all’interno dei capelli, tramite le vene.

Cosa che appunto non avviene con le urine, poiché c’è un rilascio continuo di scarti dell’organismo. Invece, la parte interna dei capelli funge da “serbatoio” e alcune tracce delle sostanze sopra citate restano intrappolate lì dentro. Ovviamente, non vanno oltre, per via della cuticola, ossia la parte esterna del capello che fa da barriera.

Fatto sta che prelevando dei capelli con una lunghezza variabile di circa 3 centimetri, si ha modo di scoprire molte cose. Pertanto, chi ha assunto droghe nei mesi precedenti non ha alcuna via di scampo. Nella maggior parte dei casi però, il test risulta maggiormente efficace fino a 4 mesi prima. L’ulteriore estensione avviene se i capelli del soggetto in questione crescono secondo tempistiche meno rapide.

Metodi per non risultare positivi

Esistono dei metodi per non risultare positivi al test tossicologico dei capelli?

La risposta è no. C’è chi pensa che basterebbe tagliare la chioma ma non è propriamente così. Anche perché nel caso in cui ci si dovesse rasare a zero, si potranno comunque prendere dei peli pubici o situati nella zona ascellare. Il che risulta ancor peggio ed aumenta le probabilità di trovare tracce, sempre per una questione di lentezza riguardo la crescita.

Pertanto, l’unica soluzione per non risultare positivi al test è semplicemente non assumere droghe. O al massimo, effettuare il test molti mesi dopo l’ultima assunzione. Questo perché come vi abbiamo detto già in precedenza, dopo un anno le tracce non dovrebbero essere più rintracciabili.

Pensate che secondo alcune leggende, effettuare lavaggi frequenti o tinture, potrebbe boicottare la positività all’esame tossicologico del capello. Niente di più sbagliato. Tale concetto è stato ribadito anche da alcuni centri esperti, adibiti proprio a questa pratica.

Molto probabilmente, i metodi fai da te che si trovano su alcuni web tutorial, sarebbero “fake”. Infatti, c’è chi crea contenuti appositi per insegnare ai giovani come riuscire a svignarsela, risultando negativi al test.

Sembrerebbe proprio che le persone se le inventino di tutti i colori. Specialmente i giovani che desiderano fuggire da severe punizioni da parte dei genitori. Spesso sono questi ultimi a chiedere di fare il test, nel momento in cui non si riesce ad instaurare un rapporto basato sulla fiducia e la sincerità.

Bicarbonato, candeggina e toxepan

A questo punto ci si chiede: quale sarebbe il famoso metodo per non risultare positivi al test tossicologico del capello?

Stando a diversi fonti web, il più noto sarebbe quello a base di bicarbonato, candeggina e toxepan. Scopriamolo nel dettaglio.

Per prima cosa, si richiede di fare un mix, costituito da bicarbonato di sodio e acqua. Basta miscelare per bene ed applicare sui capelli, effettuando dei movimenti circolari per una decina di minuti. Sembrerebbe proprio che il bicarbonato garantisca l’apertura delle cuticole (per via del suo elevato pH). In questo modo, consentirebbe la fuoriuscita delle tracce.

Ma non è tutto. Una volta trascorsi i dieci minuti, si passa all’applicazione del toxepan, che fungerebbe da shampoo per i capelli. Lasciatelo in posa per un quarto d’ora circa. Esso sarebbe in grado di eliminare (bruciare) i metaboliti, situati nella capigliatura.

Una volta trascorso il tempo necessario, si procede con il mix di acqua e candeggina. Quest’ultima bisognerà strofinarla sui capelli, senza tralasciare alcuna angolazione della nuca. Lasciate in posa per altri dieci minuti ed il gioco è fatto. Tuttavia, per aumentare le probabilità di efficacia, si chiede di effettuarlo un paio di volte al giorno per alcuni giorni.

Insomma, si tratta di un metodo alquanto bizzarro e che non consigliamo assolutamente.

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