In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani dello scorso dicembre, Eni ha pubblicato Eni For Human Rights, il primo rapporto completo dell’azienda che fornisce informazioni trasparenti e concrete sul suo impegno per il rispetto dei diritti umani, anche grazie alla collaborazione con esperti internazionali e organizzazioni di settore.

Il rispetto dei diritti umani è il prerequisito per sostenere una transizione energetica equa ed è radicato nel modello di business di Eni. Salvaguardare la dignità di tutti è fondamentale per poter operare nel lungo periodo e supportare lo sviluppo dei paesi ospitanti. L’approccio di Eni ai diritti umani è un elemento centrale della nuova missione aziendale, ispirata dai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs).

“Questo documento mostra come il rispetto dei diritti umani sia integrato in ogni nostra attività, coinvolgendo le oltre 30.000 persone Eni e definendo il modo in cui ci relazioniamo con i nostri partner e fornitori, oltre che con le comunità locali che ci ospitano”, ha dichiarato Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni. “L’integrazione del rispetto dei diritti umani è un processo in continua evoluzione: per questo ci impegniamo per il miglioramento continuo e crediamo che la trasparenza e la responsabilità supportino i nostri sforzi per salvaguardare e diffondere una cultura dei diritti umani”, ha aggiunto Descalzi.

Eni e i diritti delle donne

Eni ha aderito al “Manifesto per l’occupazione femminile”, documento che mira ad incoraggiare i talenti femminili e a favorire il bilanciamento tra vita professionale e personale. La tutela della maternità è in tal senso un valore fondamentale per l’azienda, che ha adottato una procedura standard globale nel 2015, in ottemperanza agli Standard ILO.

Anche per quanto riguarda la parità salariale Eni dimostra un forte impegno: da un’analisi del 2018 sul gender pay gap si evince un sostanziale allineamento (98%) tra le retribuzioni femminili e quelle maschili, differenze che sono statisticamente irrilevanti.

Al lavoro per un futuro più sostenibile

A novembre 2019, Eni si è classificata nel top 4% tra le 200 società valutate dal Corporate Human Rights Benchmark (CHRB) ed è risultata essere best performer nella sezione “Company Human Rights Practices”. A settembre 2019, Eni è stata confermata come partecipante al Global Compact LEAD – un movimento globale di aziende sostenibili e altri stakeholder che si assumono responsabilità condivise per creare un futuro sostenibile – a testimonianza del suo costante impegno sul tema.

Eni ha sviluppato inoltre un’ampia gamma di processi e strumenti per valutare i rischi, gli impatti e le questioni rilevanti in materia di diritti umani, e si impegna a progettare, implementare e rendicontare il proprio processo di Due diligence sui diritti umani. Per trasformare questa visione in azioni concrete, Eni con il supporto del top management ha messo in atto iniziative e programmi di sensibilizzazione e formazione che hanno visto negli ultimi 3 anni la partecipazione di 31.000 persone, mentre il 100% dei fornitori è stato valutato in linea con i parametri di responsabilità sociale.

In collaborazione con Eni

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