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Uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni è certamente quello di Emanuele Ghidini, il ragazzo morto a soli 16 anni, dopo essersi gettato nel fiume Chiese, a Gavardo (Brescia).

Il motivo legato al suicidio fu la droga e più precisamente una dose di LSD che gli fu offerta da altri ragazzi.

Proprio ieri, al programma “Chi l’ha visto” hanno voluto trattare il caso, in memoria di Emanuele e anche per lanciare un messaggio di sensibilizzazione verso i giovani che al giorno d’oggi hanno un rapporto irresponsabile con le sostanze stupefacenti.

Com’è morto Emanuele Ghidini

Durante la puntata, la conduttrice Federica Sciarelli ha mandato in onda un servizio in cui ha intervistato i genitori di Emanuele Ghidini.

Così, il padre ha voluto documentare nel dettaglio il tragico evento. Ecco alcune parole del suo racconto:

“Una sera mio figlio Emanuele uscì per andare ad una festa con degli amici. Alla fine della festa, in preda agli effetti della droga prese un manubrio di quelli da palestra, e iniziò a picchiarselo in testa. “Voglio morire”, diceva. Il suo amico però, anziché chiamarci o portarlo da un medico, suggerì di andare a prendere un po’ d’aria e fare una passeggiata”.

E continua dicendo:

“Poco dopo quel momento, Emanuele decise di arrampicarsi su un muretto per poi gettarsi nel fiume Chiese. Un suo amico ci chiamò, erano le 3 del mattino. Arrivai in quel punto e c’era questo ragazzo seduto con la testa bassa, ci disse che Emanuele aveva detto di volersi uccidere, e si era gettato nel fiume, nello stesso punto in cui quando era un bambino avevamo liberato il suo pesciolino rosso.

La droga è devastante, e con la nostra fondazione vogliamo aiutare gli altri genitori. Io non sono riuscito a salvare mio figlio vorrei riuscire però a salvare altri ragazzi come lui”.

Storia del pesciolino rosso

A seguito di quanto avvenuto nel lontano 2013, il padre di Emanuele ha deciso di non rinchiudersi nel dolore ma di lottare e di far sapere a tutti quanto fosse grande l’amore per suo figlio.

Ha così, scritto un libro, intitolato “Lasciami Volare” ed aperto un blog chiamato Ema Pesciolino Rosso, che fa riferimento all’omonima associazione nata per offrire supporto ai giovani.

Nel corso degli ultimi anni, i consensi sono aumentati sempre di più, poiché sono tante le famiglie che soffrono delle stesse problematiche. E come ben sappiamo, l’unione fa la forza. 

Sul blog ufficiale, si parla nel dettaglio dell’iniziativa di Gianpietro Ghidini, il quale ha deciso di portare avanti la sua storia ma soprattutto dedicarsi alla crescita di numerosi giovani che necessitano aiuto o vorrebbero semplicemente un po’ d’amore.

Ecco un pezzo della presentazione:

“Papà Gianpietro parla di Emanuele per portare avanti il suo ricordo, il suo amore. Durante ogni incontro, nelle scuole, negli oratori, nei teatri, le parole autentiche e dolci della sua voce entrano nel corpo di chi le ascolta come se ci fosse accanto ad ognuno di noi Emanuele che ci abbraccia. Ci comunica che lì davanti a noi c’è suo padre che sta donando la vita a giovani, a tutti i giovani che vogliono vivere e iniziare ad apprezzare la vita per la sua interezza, senza artifizi.

E in questi due anni straordinari, Gianpietro ha tenuto oltre 1.000 interventi. Le persone lo ascoltano traendone conforto e forza, in tutta Italia il PesciolinoRosso ha portato la storia di Emanuele, un ragazzo dolce, un ragazzo sensibile, un ragazzo…”.

Pesciolino Rosso: attività e progetti

Come vi abbiamo accennato in precedenza, l’associazione Pesciolino Rosso ha lo scopo di aiutare i giovani nella loro fase di crescita e nel sociale.

In questa community, composta attualmente da migliaia di persone, sia i genitori che i figli si scambiano una serie di idee legate a delle tematiche che non passano mai di moda, tra cui la scuola, l’adolescenza, il rapporto familiare e il futuro.

Pensate che dal 2014 ci sono stati più di 1600 incontri in diverse regioni d’Italia, sia nelle scuole che nelle piazze. L’iniziativa si è rivelata un successone e grazie ad essa molte famiglie sono riuscite a ritrovare la pace e la serenità.

E non è tutto. Alcuni ragazzi, sentendo la storia di Emanuele hanno capito l’importanza della vita, riuscendo a “salvarsi” dalla droga, quel brutto mostro che uccide tante giovani vite.

Pesciolino Rosso incentra la sua filosofia sul dialogo. I genitori devono comunicare con i propri figli e viceversa, senza creare barriere. Quest’ ultime non fanno altro che incrementare odio e rimorsi, che a lungo andare potrebbero portare a commettere gesti irreparabili. 

Lasciami volare papà libro

Essere genitori non è affatto semplice. Per educare i propri figli ma soprattutto instaurare con loro un buon rapporto, bisogna investire gran parte delle proprie energie. È un’impresa ardua ma non di certo impossibile.

E proprio a tal proposito, Gianpietro Ghidini, ha scritto il libro “Lasciami Volare Papà“, con lo scopo di aiutare le famiglie bisognose e in cerca di un supporto psicologico.

Nel testo inoltre, sono presenti le lettere che egli ha scritto ad Emanuele e che lasciano forti messaggi. Ecco una breve presentazione del libro, presente anche sul blog ufficiale di Pesciolino Rosso:

Nel testo ci sono le parole di papà Gianpietro, con la sua lettera dedicata ad Emanuele scritta dopo pochi giorni dalla sua morte, le parole del prof. Marcello Riccioni, un amante dell’insegnamento visto come possibilità di crescita quotidiana, le parole della sorella e della mamma di EMA e di altre persone che ruotano attorno alla sfera genitore e figlio.

Il libro “Lasciami volare papà” è un libro molto intenso che nasce dalla sofferenza e da quel dolore atroce che nessuna famiglia e nessuna società civile dovrebbe mai provare… la morte di un ragazzo di 16 anni.

Sicuramente, da leggere e da proporre a quanti in ogni forma e modo hanno a che fare con i giovani… genitori, insegnanti, catechisti, ecc. e ai ragazzi, soprattutto a coloro che hanno smarrito la bussola, a coloro che non trovano la forza di dire ai loro genitori che stanno andando incontro a strade sbagliate, che stanno realizzando progetti che non coincidono con i loro sogni.

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