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La vita spericolata dei rampolli arabi

Escort, droga, gioco d’azzardo, automobili di lusso, festini orgiastici… E la Sharia? Dimenticata! Almeno quando si va in trasferta! È questo il resoconto di un’inchiesta di Francesca Paci de La Stampa sulla doppia vita dei principi arabi. Mentre i cittadini si trovano a dover fare i conti con una miriade di restrizioni, i rampolli si concedono non poche libertà.

Sono tante le storie prese in considerazione in questa inchiesta, tra le quali spicca quella di Majed Abdulaziz al Saud, giovane reale accusato di molestie sessuali dalla polizia di Los Angeles. Oppure la vicenda di Rashid, primogenito dell’emiratino Sheikh Mohammed, morto a settembre all’età di 33 anni: a causare la morte è stato, ufficialmente, un attacco cardiaco, ma fonti ufficiose parlano di overdose di cocaina.

A queste storie si aggiungono quelle provenienti dalla California, da Londra e dalla Costa Azzurra, dove i principi arabi sono soliti trascorrere l’estate, rendendosi protagonisti di festini ben poco sobri e casti: alcool, droghe, gioco d’azzardo, donne…

I miliardari non si farebbero mancare proprio nulla, non rinunciando neppure alle loro macchine di lusso, tanto da farsele recapitare mediante appositi voli. Qatar Airways, ad esempio, dedica ogni anno alcuni voli solamente al trasporto dei veicoli di lusso dal Golfo Arabo all’Europa, in modo tale che i proprietari possano usufruirne anche quando sono lontani da casa.

In Siria, nella periferia di Damasco, esisterebbe persino un giro di prostituzione che vedrebbe coinvolte giovani donne, spesso minorenni, vendute dalle famiglie in fuga dalla guerra.

Tutti comportamenti vietati dal Corano e per questo proibiti in patria, ma solo ai sudditi, a quanto pare.

principi arabi

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