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Distacco amniocoriale informazioni

Sanguinamenti lievi e di breve durata o crampi addominali: sono questi in sintomi che solitamente accompagnano il distacco amniocoriale. In alcuni casi, però, tale disturbo può essere del tutto asintomatico e lo si scopre solo in seguito a un’ecografia.

Per quanto possa suscitare comprensibili preoccupazioni nelle future mamme, il distacco amnio-coriale può essere tranquillamente gestito e curato anche in breve tempo.

Distacco amnio-coriale e distacco della placenta sono la stessa cosa? No, e non devono essere assolutamente confusi. Il primo si manifesta solitamente agli inizi della gravidanza e, se adeguatamente trattato, può giungere a un totale riassorbimento; il secondo, invece, è un disturbo che tende a verificarsi negli ultimi mesi di gestazione e può mettere a serio rischio la sopravvivenza del feto.

Il distacco amniocoriale consiste in uno scollamento dei due tessuti che formano la placenta, ovvero il sacco amniotico e il sacco coriale. Tra questi si accumula del sangue che forma un ematoma, visibile dall’ecografia.

La gravità del disturbo è direttamente collegabile alla grandezza dello scollamento: più piccolo è lo scollamento più veloce può essere la ripresa.

Dal momento che le cause non sono state ancora individuate con esattezza, è difficile prevenire la comparsa di questo distacco. C’è chi lo attribuisce a movimenti bruschi della gestante o allo stress, ma non sempre questi fattori si sono rivelati determinanti. Nella maggior parte dei casi, infatti, le cause non possono essere identificate con precisione.

Una volta diagnosticato lo scollamento, il medico provvederà a indicare alla paziente la giusta terapia. Il trattamento prevede sempre il riposo assoluto per un periodo di tempo variabile a seconda della gravità del distacco. La gestante sarà quindi chiamata a rimanere distesa o al massimo seduta. Potrà alzarsi solo in caso di necessità impellenti. Successivamente potrà riprendere la sua routine ma stando comunque attenta a non affaticarsi troppo ed evitando di compiere sforzi inutili.

Il medico può inoltre decidere di affiancare una terapia farmaceutica a base di progesterone e farmaci tocolitici. Il primo serve ad aiutare la gravidanza favorendone il proseguo e viene somministrato sotto forma di ovuli vaginali; i secondi hanno il compito di prevenire le contrazioni uterine rilassando i muscoli addominali e l’utero.

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