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Dipendenza da internet.

La dipendenza da internet è una vera e propria patologia riconosciuta negli ultimi 15 anni. Esistono infatti persone che non riescono a vivere una vita serena senza dipendere dal pc con il quale ci si può connettere per navigra o giocare online. Il fenomeno è sempre più diffuso e a parlane putroppo non sono molti.

Statistica dipendenza da internet

L’80 % dei bambini tra i 10 e 16 anni possiede cellulari di ultima generazione.

Il 44% trascorre 1-2 ore al giorno usando il cellulare. il costo medio per bambino sale a 42 € al mese. I genitori pagano le ricariche direttamente o indirettamente e i padri o le madri preferiscono che i loro figli posseggano dei cellulari, in modo da poterli controllare, piuttosto che cercare altre vie di comunicazione.

Questa realtà è verificabile quotidianamente in molte famiglie, i giovani vivono circondati dalla tecnologia, passano dal computer alle fotocamere digitali, iPod, console e dispositivi multipli che riempiono le stanze e concentrano la loro attenzione monopolizzando il loro tempo. Una volta scoperte le molte possibilità della tecnologia, inizia la caccia per accaparrarsi gli ultimi modelli e ancora peggio, questi oggetti tecnologici stanno diventando indispensabili, e sempre più inducono facilmente dipendenza.

Una questione che rende più facile per i giovani l’accesso al cellulare è la semplicità con cui ne vengono in possesso; la maggior parte lo ottiene all’età di 11 anni, anche se se i produttori produttori di tecnologie portatili ne sconsigliano l’uso prima del 16° anno. I genitori spesso regalano ai figli cellulari in tenera età, perché si sentono più sicuri perchè così hanno la percezione di controllare meglio i propri figli.

Dipendenza da internet e cellulari

Nell’era in cui tutto è a portata di “click” è facile sviluppare dipendenze sconosciute fino ad oggi. Internet è un bacino inesauribile di notizie: possiamo sapere ciò che accade dall’altra parte del mondo in una frazione di secondo; possiamo viaggiare senza spostarci dalla sedia in cui siamo seduti; possiamo ampliare il nostro bagaglio di conoscenza scegliendo noi le fonti di riferimento; possiamo confrontarci con opinioni altrui e “conoscere” nuova gente.

Ma tutte queste opportunità, così facili da cogliere, possono rivelarsi un’arma a doppio taglio. Se da una parte internet è motivo di arricchimento, dall’altra può trasformarsi in un’ossessione.

La dipendenza da internet esiste e non deve essere sottovalutata. La comunità psichiatrica internazionale sta discutendo se possa essere considerata come una patologia a sé. Ma al di là di come verrà etichettata, è importante che la si consideri un comportamento in grado di influenzare negativamente la vita di chi la presenta.

Internet non deve essere vista esclusivamente come un pericolo. Se i genitori educano i propri figli a un uso appropriato e i figli seguono tali regole, i rischi si riducono notevolmente. A tal proposito è necessario saper scorgere i segnali della dipendenza, in modo da raddrizzare subito la rotta.

Dipendenza da Internet sintomi

I segnali principali di questa dipendenza sono:

  • Il ragazzo prova euforia quando è in rete ed è totalmente assorbito da quello che sta facendo, a tal punto da dimenticarsi di chi ha attorno.
  • Sembra incapace di staccarsi da Internet. Se nessuno interviene, può rimanere connesso per tempi lunghissimi, anche quando dovrebbe fare altre cose.
  • Se costretto a smettere di utilizzare internet, anche solo per pochi minuti, si innervosisce.
  • Quando non può collegarsi si mostra di malumore e irritabile.
  • Ogni scusa è valida per collegarsi, anche per poco tempo e di nascosto.
  • Nega di essere Internet-dipendente, anzi, secondo lui non passa abbastanza tempo in rete.
  • Ha perso progressivamente interesse verso hobby e passioni che aveva prima, allontanandosi anche da amici a familiari. Tutto il suo mondo ruota ormai intorno a Internet.
  • Il suo rendimento a scuola è diminuito, in quanto tende a trascurare i suoi doveri.
  • Si verificano alterazioni nel comportamento alimentare: tende a saltare i pasti o a consumarli in fretta per tornare al pc.

Possono inoltre verificarsi anche dei sintomi fisici, come disturbi del sonno, occhi arrossati, mal di schiena, mal di testa, tipici di chi passa molto tempo al computer.

Aspetti psicologici della dipendenza da internet

Secondo alcuni studiosi, è possibile distinguere tra due tipi di dipendenza da internet: uno specifico, quando la persona trova gratificanti solo alcuni aspetti del web, come le scommesse online, il sesso online, l’e-commerce o le chat; e un altro più generalizzato: cioè non legato a specifici ambiti.

È stato inoltre dimostrato che le persone maggiormente esposte allo sviluppo della retomania sono coloro che utilizzano internet per attività ricreative, come videogiochi online, shopping e chat, rispetto a chi ne fa un uso più prettamente strumentale, come l’invio di e-mail e la ricerca di informazioni.

La dipendenza da internet può essere curata attraverso l’intervento psicoterapeutico di tipo cognitivo comportamentale. Il percorso prevede la riduzione graduale del tempo passato su internet e l’individuazione di attività alternative che permettano al paziente di dedicarsi ad altro e trovare fonti di gratificazione lontano dalla rete, favorendo così la risoluzione di eventuali problematiche relazionali.

Dipendenza da Internet : Effetti sul cervello

In conclusione possiamo dire che:

L’avvento di internet e la sua enorme diffusione ha cambiato il modo di comunicare, di informarsi, di studiare, di trascorrere le giornate. Ha invaso la nostra vita in maniera spesso incontrollata, finendo per assumere in tratti di una vera e propria dipendenza.

L’uso eccessivo di internet viene definito Internet Addiction Disorder o retomania.

La dipendenza da internet si manifesta con diversi sintomi:

  • Necessità di aumentare il tempo trascorso in rete per sentirsi appagati.
  • Ripetuti tentativi di limitare il tempo di permanenza su internet.
  • Mentire agli altri sul numero di ore spese sul web.
  • Trascorrere online sempre più tempo.
  • Compromettere le relazioni personali, il lavoro o lo studio per stare su internet.
  • Provare preoccupazione e inquietudine quando non si ha una connessione a portata di click.
  • Utilizzare internet come rimedio a solitudine e tristezza.
  • Essere nervosi, depressi o emotivamente instabili quando l’uso della rete è limitata.

Non si regalano più i tradizionali regali specie per la Prima Comunione, sempre più spesso si preferiscono regali tecnologici per questa nuova generazione I-tech che vive continuamente connessa; si può dire quasi dalla culla con video, walkman, Internet, videogiochi, lettori CD, ecc

Ecco come la Cia entra nelle nostre vite

Stanno facendo oggettivamente scalpore i numerosi file pubblicati da Wikileaks, che parlano di come la Cia entri ogni giorno nelle nostre vite spiandoci attraverso oggetti tecnologici di uso quotidiano. Quando la tv ti spia Tra i contenuti che stanno facendo parlare di più ci sono senza dubbio quelli relativi alle smart tv. La preoccupazione che potessero essere utilizzate per operazioni di spionaggio si era già diffusa un paio di anni fa, ma con poco seguito. Le cose vanno invece in maniera diversa. Già dal 2014 la Cia è infatti in grado d’impiantare nelle smart tv collegate a internet dei software malevoli. In questo modo è un gioco da ragazzi catturare le conversazioni che avvengono nella stanza in cui è posizionato l’apparecchio. Il fatto che il cosiddetto Internet of Things un giorno avrebbe potuto essere usato per localizzare gli utenti era già stato detto l’anno scorso dal capo della comunità della Cia, James Clapper, in una testimonianza davanti al Senato.

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