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Bruxismo: cause, sintomi e soluzioni

L’abitudine a digrignare i denti viene definita bruxismo: termine al quale viene ricondotto anche il vizio di serrare o stringere i denti. Si tratta di un disturbo che può provocare spiacevoli conseguenze, ma non è semplice individuare la sua presenza. Capita spesso, infatti, che gli individui interessati non si accorgano di avere questo tipo di vizio, se non quando si ritrovano a dover fare i conti con alcuni sintomi ad esso legati o siano altre persone a renderli partecipi.

È un’abitudine piuttosto diffusa tra i bambini ma può riguardare anche gli adulti.

Effetti

Gli effetti del bruxismo sono molteplici. Digrignare i denti comporta una loro notevole usura, stringerli, invece, può portare alla formazione di piccole filature, spaccature sullo smalto dei denti, dovute all’eccessiva pressione. Uno degli effetti più diffusi e sintomo del bruxismo è l’indolenzimento alle mandibole, avvertito per lo più al risveglio: ciò è dovuto al fatto che tale abitudine non consente alla muscolatura masticatoria di riposarsi, mantenendola sempre attiva. Questo genera dolore e affaticamento, sintomi che possono estendersi anche ai muscoli del collo e delle spalle. A questi effetti possono associarsi: ingrossamento dei linfonodi del collo, l’insorgere durante la giornata di cefalea o emicrania, fitte improvvise alle tempie, tensione alla nuca, cattiva digestione, alitosi. Le sollecitazioni provocate dal bruxismo sui denti possono estendersi anche all’osso dei mascellari, dove cioè sono posizionati i denti, e alle gengive, portandole col tempo al cedimento e rendendo i denti mobili.

Cause

Nonostante siano stati effettuati numerosi studi, non sono ancora state individuate con precisione le cause. Esistono varie teorie. Tra quelle più sostenute c’è l’ipotesi che lega il bruxismo allo stress: tale fenomeno sarebbe l’espressione di un quantitativo di ansia o aggressività accumulata durante il giorno e non espressa. Questi stati d’animo vengono poi espulsi durante il sonno con l’abitudine di serrare o sfregare i denti. Chi soffre di bruxismo, spiegano gli esperti, è un individuo caratterialmente predisposto a rimuginare sugli eventi accaduti, ha difficoltà a dire di no e tende a reprimere la rabbia per paura di esagerare o di provocare sensi di colpa. Il serrare le mascelle è sintomo di un’aggressività trattenuta.

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Un’altra teoria lega il bruxismo a malattie neurologiche che possono determinare movimenti involontari e un aumento  dell’attività dei muscoli della masticazione, e quindi la comparsa del bruxismo. Anche alcuni farmaci, come certi neurolettici e antidepressivi, possono avere effetti collaterali collegabili a tale disturbo.

Diagnosi

Non è sempre semplice accorgersi di soffrire di bruxismo, spesso sono altre persone a rendersi conto del problema, oppure la sua scoperta avviene attraverso la comparsa di alcuni sintomi. La visita dentistica risulta determinante: è infatti possibile individuare un’eccessiva usura dei denti rispetto all’età e anche un indebolimento dei denti stessi, che possono diventare mobili e spostarsi dalla loro sede.

Rimedi

Se la causa è lo stress, potrebbe essere utile rilassarsi prima di dormire, magari facendo un bel bagno caldo o leggendo un libro, oltre a combatterlo già nel corso della giornata. Un rimedio efficace è rappresentato dal bite: un dispositivo rimovibile in resina trasparente che si inserisce sui denti (solitamente superiori) e permette di ridurre gli effetti del bruxismo. Questo strumento, utilizzato perlopiù di notte, impedisce ai denti di venire in contatto tra loro, scongiurando così l’usura e la spaccatura dello smalto. Inoltre, riduce la sollecitazione dei tessuti di sostegno dei denti.

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