Cos’è la dieta S.D.M

La dieta S.D.M il cui acronimo sta per Società Dietetica Medica, è un regime alimentare ideato negli anni ’70 dal Professor Blackburn dell’Università di Harvard. 

La dieta S.D.M è caratterizzata dalla presenza di proteine e verdure in grandi quantità, e la dose quotidiana di proteine viene calcolata in base alle esigenze di ogni singolo individuo.

Questo è un piano alimentare normo-proteico che consente di perdere da 1,5 a 2 chili a settimana. 

È possibile perdere peso così velocemente, grazie alla forte restrizione glucidica e lipidica che la dieta impone all’organismo. 

Il corpo, infatti, in assenza di zuccheri e grassi viene costretto ad utilizzare i lipidi contenuti nell’adipe per produrre energia. 

Tipologie di dieta S.D.M

Esistono due versioni di questa dieta. La prima è quella classica, adatta alle persone in forte obesità per le quali il consumo di verdure è di fondamentale importanza. 

La seconda versione è invece quella light, che è indicata per chi vuole tenersi in forma e vuole perdere al massimo 8 chili di peso. In questa tipologia di dieta SDM vi è un giorno a  settimana in cui concedersi qualche strappo alla regola.

Quali verdure è possibile consumare durante la dieta?

Le verdure principali su cui si basa questa dieta sono: 

  • Spinaci;
  • Zucchine;
  • Cavoli;
  • Cavolfiori;
  • peperoni verdi;
  • rucola;
  • invidia;
  • melanzane;
  • finocchi;
  • ravanelli;
  • cime di rapa;
  • sedano;
Come funziona la dieta

Durante la dieta S.D.M, avremo tre fasi fondamentali:

Dimagrimento. Durante questa fase, si avrà un’intensa perdita di peso. In un mese infatti si arriveranno a perdere almeno 8 chili.  Durante questa fase, il paziente dovrà assumere solo le verdure sopraelencate.

Transizione. Durante questa fase, vengono introdotti anche i carboidrati meno calorici e di migliore qualità. 

Mantenimento. Questa è la fase più lunga. Può durare anche un paio d’anni. Ma per ogni paziente è un periodo soggettivo, infatti la durata del mantenimento è direttamente proporzionale alla quantità di chili persi nella prima fase. In altre parole, più chili ha perso, più dura la fase finale della dieta SDM. 

Durante questa fase è possibile consumare in modo bilanciato sia  sia carboidrati che grassi e proteine vegetali e animali. Va comunque effettuata una regolare attività fisica, per bilanciare l’ingresso di calorie in eccedenza. 

Gli integratori della dieta S.D.M

Questa dieta, prevede anche il consumo di integratori di produzione esclusiva dell’azienda. Ogni giorno, almeno un pasto della giornata deve essere sostituito con questi integratori. 

Si tratta di pasta, crepes, stuzzichini dolci e salati; biscotti e torte realizzati con latte uova e soia e verdure. 

Durante la prima fase è di fondamentale importanza seguire la dieta alla lettera e non sgarrare. 

Benefici e controindicazioni

La Dieta S.D.M apporta a coloro che la seguono i seguenti benefici:

  • una riduzione del senso di fame;
  • una costante fase di mantenimento della massa magra;
  • un’azione di dimagrimento rapida;
  • benefici per contrastare l’insorgenza della cellulite.

Controindicazioni. 

Per quanto riguarda invece i possibili effetti collaterali derivanti dalla dieta SDM, questi sono principalmente costituiti dalla cosiddetta chetogenesi, ossia un principio metabolico che, nel bruciare i grassi corporei presenti nell’individuo a prescindere dal loro consumo quotidiano, contribuiscono alla produzione di sostanze tossiche per la salute.

La chetogenesi ha ripercussioni a livello cardiocircolatorio, con conseguenze anche gravi per il paziente sotto regime dietetico. Perciò è bene essere seguiti da professionisti esperti in modo costante e puntuale per evitare tali rischi.

Tra le altre controindicazioni della dieta vi sono anche cefalee, diarrea, e alcune ripercussioni sul ciclo mestruale femminile.

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