La dieta flessibile è il miglior modo per “convivere” con la dieta e per perdere peso e poi riuscire a mantenerlo a vita.
La dieta flessibile non è una vera e propria dieta, piuttosto rappresenta uno stile di vita che aiuta a vivere più sereni ed in pace con il cibo. Con tutto il cibo, senza fare alcuna distinzione.
Si sa che per perdere peso bisogna mangiare in deficit, cioè introdurre meno energia di quella che si brucia in un giorno. Ed è l’unica cosa che conta.

Per mangiare in deficit bisogna conoscere il proprio metabolismo basale. Dal metabolismo basale, in base all’eta, stile di vita e peso attuale si può calcolare il proprio deficit. Il metabolismo basale riguarda le calorie che si bruciano semplicemente vivendo, respirando.

Più una persona è si muove, piu aumenta il dispendio calorico e più calorie può aggiungere al metabolismo basale e perdere peso. Quindi, quando si tratta di perdere peso, l’eta, il metabolismo sono veramente irrilevanti. È solo ed esclusivamente il deficit calorico e lo stile di vita che contano.
Fatta questa premessa, possiamo passare anche a spiegare la dieta flessibile.
La dieta flessibile consente di mangiare di tutto, senza essere costretti ad eliminare certi cibi, come i carboidrati, che sono tanto temuti da chi vuole perdere peso. La dieta flessibile consente di mangiare a tutte le ore, senza la paura di mangiare dopo le ore 18, come molti pensano, oppure di torturarsi con il digiuno intermittente, nella speranza di perdere peso più velocemente.
In una dieta flessibile vige la “regola” del 80%-20%.

Cioè, prediligere i cibi “puliti” per l’80% e completare il restante 20% con cibi più golosi. Cioè fare i tre pasti principali con cibi che apportano una buona quantità di proteine, grassi di qualità e carboidrati, preferibilmente a basso indice glicemico, come le verdure, pane, pasta cereali integrali. Poi, arrivati all’80% delle calorie, ci si può concedere anche quel gelato che tanto ci piace, o la fetta di torta con la crema, oppure quel bicchiere di vino con le patatine o quant’altro, all’aperitivo con gli amici.
La dieta flessibile è tutto questo. Non privarsi delle cose belle e golose, ma vivere in tutta serenità, continuando a perdere peso.

Perchè si consiglia la dieta flessibile rispetto ad altro? Perchè se iniziate a mangiare meno eliminerete certi cibi, cibi che a voi piacciono e prima o poi avrete la ricaduta perché quel cibo vi manca. Oppure, una volta raggiunto il peso desiderato, tornerete a mangiare come una volta, reintroducendo i cibi che avete eliminato. Ma non è servito a niente eliminarli, perché adesso ci può essere il rischio di riprendere il peso perso.
E allora, perché non vivere più serenamente mantenere lo stesso stile alimentare, ma semplicemente ridurre le calorie?

Cibi a basso indice glicemico

L’indice glicemico misura la capacità di un alimento composto da carboidrati di aumentare la glicemia, ovvero la concentrazione dello zucchero nel sangue. Prima della gara è importante assumere alimenti a basso indice glicemico, durante alimenti ad alto indice glicemico.

Gli alimenti a basso indice glicemico alterano poco e lentamente la glicemia, consentendo una metabolizzazione ed un’assimilazione corretta degli zuccheri e dei carboidrati. I cibi ad alto indice glicemico, invece, alterando la glicemia inducono il pancreas a produrre una quantità eccessiva di insulina. In questo modo si genera uno squilibrio per il fisico e si favorisce l’insorgenza di patologie. La scala di valori dell’indice glicemico viene spesso suddivisa .

Ecco come:

Indice glicemico basso: da 0 a 55indice glicemico intermedio: da 56 a 69indice glicemico elevato: da 70 in sù.La misurazione di questo parametro ha messo ordine nelle scienze dietetiche, contribuendo anche a sfatare alcuni falsi miti e valutando i cibi dal punto di vista qualitativo e non quantitativo.

Per una prestazione sportiva ottimale è fondamentale, prima della gara, mantenere stabile la glicemia. Mangiate quindi alimenti a basso e medio indice glicemico come cereali integrali, in modo da determinare una mitigazione della glicemia. Questo si traduce in una prolungata sensazione di sazietà e in una disponibilità di zuccheri maggiormente sostenuta nel tempo.

Ovviamente per migliorarne anche l’effetto sarà importante l’abbinamento proteico con una fonte di proteine magre, pollo, pesce, tacchino o altro. Durante lo sforzo, invece, sarà importante ingerire zuccheri ad alto indice glicemico per sostenere al meglio la performance.

In questa fase ad esempio prodotti tecnici come gel di zuccheri pronti anche se ad alto indice glicemico possono essere di aiuto. Negli ultimi anni, acquisita la consapevolezza che l’introduzione di un quantitativo eccessivo di carboidrati “errati ad alto indice glicemico” può essere causa di molte problematiche, l’importanza dell’indice glicemico è andata sempre più crescendo .

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