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Per la serie “Uno studio al giorno”, questo grosso studio analizza dati di oltre 15.000 adulti, per diversi anni, analizzando il rapporto tra assunzione di carboidrati e mortalità per tutte le cause. Secondo questa analisi sia una bassa percentuale di carboidrati (meno del 40% delle calorie totali) che un’alta (oltre il 70%) sono correlate ad una minore (decisamente minore!) aspettativa di vita, mentre chi consumava intorno ai 50/55% di calorie della dieta, proveniente da carboidrati, aveva un’aspettativa di vita maggiore. Ora detto così questi dati dicono ben poco, (se non fornire materiale per titoloni tipo “la carne uccide“) ma andando a leggere per bene lo studio, si legge che chi riduceva i carboidrati, spesso lo faceva a sfavore di frutta e verdura, e in molti casi preferendo cereali raffinati.
L’utilizzo di proteine provenienti dal pesce, dalla frutta secca (nello studio le arachidi, ma il campione è americano ma noi possiamo ampliare il concetto) era invece legato ad una buona aspettativa di vita. 

Carboidrati complessi assunti con proteine e grassi


Alla fine dello studio infatti si legge che le cause della relazione tra riduzione dei carboidrati e scarsa aspettativa di vita, probabilmente si può ricercare nella mancanza di sostanze vegetali preziose, fondamentali per regolare processi antinfiammatori, aterogeni e cancerogeni, e questo a prescindere della quantità di calorie assunte (insomma mangiare poco ma male, nonostante voci che girano, non è la soluzione). 
Ancora una volta, anche questo ampio studio conferma che una quota di carboidrati complessi, abbinato a proteine e grassi (saturi e non, ma da fonti di qualità) è la carta vincente per mantenersi sani a lungo. 
PS Se per qualcuno il concetto di “sano” appare noioso e vago, possiamo anche dire che non esiste bellezza e forma fisica che sia davvero tale e duri nel tempo, senza un buono stato di salute, perchè, tranne la tegola sulla testa, tutte le malattie moderne arrivano da uno squilibrio interno, da una infiammazione di basso grado che “lavorando” sileziosamente, altera i nostri sistemi di difesa esponendoci alle malattie, tra le quali, diabete e obesità. 
Imparare ad alimentarsi (e non per una settimana, per la dieta bikini, per entrare nel vestito della festa, ma per sempre) non solo è un grandioso investimento per il futuro, ma ci rende incredibilmente fichi-

Dieta sana senza rinunce

L’approccio basato sull’educazione alimentare, è profondamente diverso; non esistono piu “rinunce” ma “scelte”, è necessario disegnare insieme un percorso in cui il cibo torni ad essere amico, ma il cibo buono, vero, gustoso, quello che sazia mente e corpo, e scegliere in quale momento della giornata questo ci rende forti e energici e in quale ci appesantisce e rallenta. Una vita fatta di rinunce alimentare è una tortura che prima o dopo si rifiuta, spesso cadendo negli eccessi opposti, la possibilità di mangiare bene e in modo gustoso, prendendo coscienza delle proprie caratteristiche, è un’arma, una medicina, che si potrà usare per tutta la vita. 
E anche in vacanza, non la rinuncia, (alla dieta, sentendosi poi in colpa, o al contrario al piacere di viversela a pieno) ma la gestione delle situazioni, ci rende forti e padrone del nostro percorso. Per sempre.

Post Facebook della Biologa Nutrizionista Manuela Navacci

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