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Cosa s’intende per dieta a zona

La dieta a zona è stata messa a punto dal biochimico Barry Sears. Secondo il dottore, la “zona” non è altro che il punto massimo che si deve raggiungere per poter stare bene si fisicamente che mentalmente.

Fondamentalmente, la dieta a zona si basa sul principio che il cibo deve essere considerato come un farmaco, e affinché migliori il nostro benessere psico-fisico deve essere assunto in modo corretto. 

Questo tipo di dieta, si basa su uno specifico regime alimentare. Gli alimenti vanno assunti in modi e tempi ben precisi, così da migliorare al massimo gli effetti benefici sul nostro corpo. 

Come funziona la dieta a zona

La zona, non è vista come una vera e propria dieta, bensì come uno stile di vita in cui il nostro organismo raggiunge un equilibrio metabolico in grado di lavorare al massimo, bruciando correttamente l’energia che arriva dagli alimenti che mangiamo. 

Adottando la zona come stile di vita il nostro corpo non andrà più ad accumulare il grasso in eccesso, anzi si sbarazzerà facilmente di quello già presente. 

Questo regime alimentare, è infatti impostato su un corretto apporto calorico tra carboidrati, proteine e grassi. 

Seguendo correttamente questa dieta, si andrà ad accelerare il metabolismo, insegnandovi un nuovo modo di alimentarvi. In ogni pasto, infatti, sarà necessario inserire la giusta percentuale caloria dei tre macroelementi principali. La percentuale di carboidrati dovrà essere al 40%, invece quella di proteine e grassi al 30%. 

Per rispettare le giuste proporzioni, bisognerà fare affidamento a delle tabelle che suddividono gli alimenti in blocchi. Ogni blocco viene stabilito in base ad un calcolatore, di cui parleremo più in la nell’articolo.

Come si calcolano le porzioni

Per calcolare le giuste quantità degli alimenti, che vi permettono di rimanere “in zona”, potrete utilizzare due metodi.

Il primo è il metodo del palmo della mano. Esso prevede che ad ogni pasto vengano consumate una quantità di proteine pari alla dimensione del vostro palmo (escluse le dita). Le proteine, verranno poi seguite ad una porzione di frutta, che dovrà essere grande quanto due pugni chiusi.

Il secondo metodo è invece quello dei blocchi, che abbiamo già menzionato prima. Qui la giusta quantità di macronutrienti è variabile da individuo a individuo; perché si basa sul peso corporeo, massa magra e massa grassa e attività fisica praticata. La quantità comunque non deve essere mai inferiore a 77 grammi, che va divisa in blocchi da 7 grammi. Quindi durante la giornata i blocchi totali diventano 11.

 

Per rimanere nella famigerata “zona”, ogni blocco da 7 grammi di proteine, andrete ad aggiungere 9,5 grammi di carboidrati e 3 grammi di grassi. 

Esempio di menu giornaliero

Colazione

Latte parzialmente scremato

Gallette

Spuntino

Uno yogurt magro

Pranzo

Pasta con il tonno

Insalata mista con olio extravergine di oliva

Spuntino

Frutta secca

Cena

Petto di tacchino

Zucchine

Olio extravergine di oliva

Consigli utili per seguire al meglio la dieta
  • Durante l’arco della giornata, bisogna consumare 5 pasti al giorno, tre principali e 2 spuntini. È importante inoltre che da un pasto all’altro non passino più di 5 ore.
  • Ad ogni spuntino deve essere presente una piccola quantità di proteine, carboidrati e grassi
  • Non è permesso assumere dolci, o quantomeno bisognerebbe ridurne drasticamente il consumo
  • Bisogna mangiare moltissima frutta e verdura in modo da stimolare gradualmente l’indulina
  • Inserire nell’alimentazione anche di cibi che contengono acidi grassi
  • Bere almeno 2 litri d’acqua al giorno

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