Con l’espressione dermatillomania si fa riferimento ad una specie di disturbo ossessivo-compulsivo.

Essa si basa sulla propensione a graffiarsi o pizzicarsi la cute in maniera compulsiva, che non è scaturita da un disagio estetico. Infatti, i soggetti affetti da dermatillomania possono pizzicarsi su brufoli, crosticine ma anche su pelle del tutto sana.

In termini di statistiche, si tratta di un disturbo che subentra nella maggior parte dei casi in adolescenza (circa l’1%). Ovviamente però, non si esclude nelle persone di età più adulta, persino gli anziani.

Dermatillomania cause

Qual è la causa della dermatillomania?

Ovviamente, non esiste un unico fattore scatenante. Tuttavia, dal punto di vista generico, ciò che porta sicuramente a tale atteggiamento, è la presenza di uno stato di ansia e stress.

Ad esempio, nei giovani ragazzi può essere conseguenza di pressione scolastica, in famiglia o in ambito di amicizie/sentimenti. L’ansia è la principale responsabile anche in soggetti di età avanzata e che può abbracciare ancor più contesti, come ad esempio il lavoro, un cambiamento repentino e così via.

Oppure, c’è chi già soffre di altri problemi di natura psichici, come ad esempio la depressione. Pertanto, la dermatillomania risulta essere una delle manifestazioni che fa da cornice ad un quadro clinico già complesso.

Dermatillomania sintomi

Come vi abbiamo già accennato in precedenza, le aree del corpo protagoniste della dermatillomania variano in base al soggetto specifico. Di conseguenza, anche l’entità della sintomatologia è del tutto variabile: c’è chi si procura piccoli graffi e chi vere e proprie cicatrici.

Allo stesso tempo, alcune persone sono del tutto inconsapevoli di questo disturbo ossessivo compulsivo e trovano assurdi i segni rimasti sul corpo (quasi come se non fossero stati loro). Chi invece sa benissimo cosa sta facendo, percepisce anche una certa gratificazione dopo essersi grattato/pizzicato.

Ma non è tutto. Esistono individui affetti da dermatillmania che tendono a compiere gesti differenti, come: mordersi le guance, strapparsi le crosticine, tirarsi i capelli, mangiarsi le unghie e tanto altro ancora…

Infine, uno dei sintomi che si possono provare è il senso di impotenza accompagnato dalla vergogna. Spesso, chi soffre di tale ossessione, tende a nascondere i segni rimasti sulla cute (specialmente agli affetti più stretti), utilizzando un vestiario particolare o del make up.

Dermatillomania rimedi

Esistono dei rimedi per smettere di pizzicarsi l’epidermide?

La risposta è sì. Tuttavia, prima di procedere con una cura per dermatillomania, è bene rivolgersi ad un medico esperto, il quale vi sottoporrà ad una diagnosi accurata. Essa si basa sullo studio della sintomatologia, così da comprenderne al meglio l’entità e soprattutto le cause scatenanti.

Quando il soggetto affetto dal disturbo tende a compiere il gesto ripetutamente e mostra una certa fragilità, il dottore può valutare vari trattamenti. Solitamente, le strade più note sono due:

  • La terapia cognitivo-comportamentale
  • Una cura farmacologica

Nel primo caso, si invita il soggetto a seguire un percorso con uno psicoterapeuta. Quest’ultimo lo aiuterà a capire quali siano i disagi che lo portano ad assumere un simile atteggiamento. E’ molto probabile che dietro alla dermatillomania ci siano diverse questioni non risolte o pensieri situati nell’inconscio.

Secondo diverse testimonianze, la terapia cognitivo-comportamentale risulta essere davvero molto efficace. Il motivo risiede nel fatto che il soggetto riesce con più facilità ad individuare alcune possibili problematiche situate all’origine. Inoltre, può imparare una serie di soluzioni su come debellare questo impulso irrefrenabile, praticando degli esercizi consigliati dal professionista.

Invece, per quanto riguarda il trattamento farmacologico per dermatillomania, è probabile che il medico consigli dei particolari antidepressivi. Definirli con esattezza è impossibile, in quanto bisogna tener conto dell’entità del disturbo e diverse variabili (ad esempio le condizioni di salute del paziente). Di conseguenza, questa terapia si lascia sempre come ultima spiaggia.

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