CONDIVIDI

Fumo e danni al cervello

Tutti siamo a conoscenza dei pericoli che si celano dietro il fumo. A subirne le conseguenze sono sopratutto l’apparato respiratorio, cuore e pelle. Ma un recente studio, eseguito presso l’Università di Gent in Belgio e quella di Medicina a Berlino, ha dimostrato che i danni legati al fumo possono riguardare anche il cervello.

Attraverso alcune particolari risonanze magnetiche i ricercatori hanno constatato un diradamento della corteccia cerebrale nei fumatori, in particolare in un’area che si ritiene collegata ai problemi di dipendenza.

A sostegno di tale tesi arriva un altro studio eseguito da alcuni ricercatori britannici: A. Dregan, R. Stewart R e M.C. Gulliford. Lo studio, volto a indagare l’associazione tra rischio cardiovascolare e declino delle funzioni mentali in persone di oltre 50 anni di età, ha messo in evidenza che le prestazioni peggiori riguardano i fumatori.

Ad essere colpiti sono sopratutto le funzioni come memoria, attenzione, capacità di apprendimento, abilità linguistica e altre capacità cognitive. In particolare, il fumo si è rivelato correlato al rischio di demenza e di Alzheimer.

Tali danni sarebbero però reversibili. A dirlo è uno studio pubblicato sul Nature journal Molecular Psychiatry. Secondo i ricercatori, la perdita di materia grigia dovuta al fumo può essere recuperata, ovviamente se si smette di fumare.

Lo studio ha messo a confronto soggetti fumatori e volontari che non avevano mai fumato. “Ci sono voluti circa 25 anni senza fumo per non osservare differenze significative”, spiegano gli autori dello studio.

Ma tale recupero non vale per tutti: chi ha fumato più di un pacchetto al giorno per decenni ha compromesso irreparabilmente la sua corteccia cerebrale. In questo caso, infatti, 25 anni potrebbero non essere sufficienti.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.