Questa faccenda del tronista gay Claudio Sona e del suo pubblico sputtanamento da parte del vero fidanzato, tal Juan Sierra, è cosa assai seria. Che per una volta prescinde dal pettegolezzo tout court e dal gossip nel suo senso originario. E vi spiego perchè. Premesso che l’audio delle telefonate postate da Sierra dimostra contro ogni ragionevole dubbio la malafede del tronista paraculo, c’è da dire che questo Sona ha buttato nel cesso molte cose assai più importanti della sua dignità ( di cui francamente non me ne frega nulla). Ha buttato nel cesso infatti una occasione non solo per lui ma soprattutto per noi! Dove per “noi” non intendo solo la comunità lgbt, intendo proprio tutti tutti. Eh si, perchè questo “minus -habens” non si è reso conto ( o se ne è semplicemente beatamente fottuto) di essere un simbolo. Un simbolo di riscatto di una società, la nostra, che per molti versi e in alcune sue non trascurabili frange avverte ancora l’omosessuale come un “diverso”. Maria aveva dato attraverso questo ragazzo a tutti noi la possibilità di veder finalmente sdoganato in tv un tabù che ancora persiste: la naturalezza dell’amore tra persone dello stesso sesso. E lo ha fatto con l’unico mezzo che aveva: la televisione, appunto.
Ha dato all’ immenso pubblico di una rete generalista la possibilità di guardare ( qualora lo facesse) a quelli che prima percepiva solo come dei “diversi” come a delle persone comuni. Persone normali . Di far vedere alla signora Giuseppina che non è cosi’ anormale se Mario, il figlio gay della sua vicina di casa, la signora Concetta, viveva con Aniello e si baciavano sulle scale. Maria De Filippi ha ingenuamente creduto ( e vi do la mia parola d’onore che so di certo che almeno lei era in buona fede. Se non altro perchè ci metteva la faccia su questo primo tronista gay. Per quale ragione avrebbe dovuto scegliere volontariamente, rischiando, un ragazzo tarocco? Mi sfugge.) che questo tizio potesse incarnare il riscatto di tanti ragazzi , attraverso l’enorme chance che gli era stata data. Peraltro sto Sona ricordo che Maria lo scelse all’ultimo, il trono doveva andare ad Antonio Spagnolo, un chirurgo famoso. Ma si penso’ che era troppo maturo e che potesse allontanare il pubblico giovane. Peccato, abbiamo perso tutti una occasione. Certo , direte, però stiamo parlando solo di televisione! Che vuoi che sia! Eh no cari, questo è il punto! Questa brutta storia ora non ha più nulla a che fare con la tv.
PS: Inutile dire che il prototipo di gay rappresentato da sto Sona per fortuna non è quello della vita reale, o per lo meno non di una grossa sua parte. E Maria ha anche sicuramente toppato nel pensare che potesse replicare nel trono gay il modello eterosessuale di riferimento del programma. Tutto muscoli, tatuaggi, ciuffi, discoteche e frequentazioni fashion.#claudiosola

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