Cos’è il cyberbullismo

Secondo una recente indagine eseguita dalla Polizia di Stato in collaborazione con la Società italiana di pediatria, un adolescente su tre ha subito atti di cyberbullismo almeno una volta nella propria vita.

La diffusione di internet tra i giovanissimi ha permesso di accedere a una quantità pressoché infinita di informazioni, ha ampliato la rete sociale ma ha portato con sé anche un pericolo sconosciuto fino a qualche tempo fa: il cyberbullismo. Questo termine viene utilizzato per indicare una forma di bullismo che si serve delle nuove tecnologie per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo o escludere altre persone.

Ciò può avvenire attraverso l’utilizzo di telefonate, messaggi, social network, chat sincrone, forum, giochi online, siti di domande e risposte.

Le modalità in cui il cyberbullismo può essere messo in pratica sono molteplici. Nella maggior parte dei casi si tratta di: pettegolezzi diffusi via cellulare o internet (sui social network, chat, e-mail); diffusione di informazioni, foto o video imbarazzanti; furto di profili personali o creandone di falsi al fine di mettere in imbarazzo o danneggiare la reputazione della vittima; insulti e minacce attraverso i vari media.

L’indagine ha scoperto che la forma di cyberbullismo più diffusa è quella che utilizza insulti, persecuzioni e minacce sui social network (39,4%), seguita da chat (38,9%), sms (29,8%), invio o pubblicazione di foto o video (15%) e creazione di profili falsi su Facebook (12,1%).

L’85% delle vittime, sottolineano gli esperti, non ne parla con gli adulti, aspetto che contribuisce a rendere ancora più difficile la lotta contro questo fenomeno.

“Di fronte al quadro di solitudine in cui si trovano le vittime di cyberbullismo – ha dichiarato Giovanni Corsello , presidente della Società italiana di pediatria – occorre rafforzare gli strumenti a loro sostegno, favorire il dialogo, l’apertura e la fiducia verso gli adulti, anche con interventi di prevenzione nelle scuole che coinvolgano non solo le vittime e i carnefici, ma anche gli spettatori passivi.”

A rischio c’è la salute delle vittime. Sono diversi, infatti, gli effetti connessi al cyberbullismo: depressione, ansia, disturbi del sonno, una maggiore propensione all’uso di droghe e ad avere comportamenti anomali.

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