Ponte Morandi, sono 20 le persone indagate

Per il crollo del ponte Morandi, avvenuto a Genova meno di un mese fa, ecco che si comincia a fare chiarezza. Spuntano infatti 20 persone indagate per questa terribile tragedia che è costata la vita a 43 persone. 

Tra gli indagati c’è poi anche Autostrade per l’Italia per la responsabilità dell’ente. Le accuse sono quelle di omicidio colposo stradale plurimo e omicidio colposo aggravato dalle violazioni delle norme anti infortunistiche.

La notizia vviene confermata dal procuratore capo Francesco Cozzi che ha poi comunicato: “”A breve chiederemo l’incidente probatorio.L’iscrizione viene fatta proprio contestualmente per la necessità di effettuare un atto garantito”.

Il procuratore ha anche affermato che per adesso la lista degli indagati è ferma a 20 persone, ma ciò non vuol dire che essa possa allungarsi ulteriormente. 

Chi sono gli indagati

In questo momento nell’elenco delle persone che dovranno presentarsi all’incidente probatorio, compaiono i nomi dell’Amministratore delegato Giovanni Castellucci; del direttore operativo centrale Paolo Berti; del direttore delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli; e anche quello dell’ex direttore delle manutenzioni di autostrade Mario Bergamo. Quest’ultimo infatti fu il primo nel lontano 2015 ad affermare che il ponte aveva bisogno di interventi di manutenzione.

La lista dei nomi continua poi con Riccardo Rigacci, Fulvio Di Taddeo e Massimo Meliani. Per quanto riguarda il ministero, invece, presenti in elenco troviamo i nomi del direttore generale per la vigilanza Vincenzo Cinelli, ed anche il suo predecessore Mauro Coletta. 

Troviamo anche i funzionari Giovanni Proietti e Bruno Santoro. Questi sono solo alcuni dei nomi delle persone indagate per il crollo, che a breve dovranno affrontare l’incidente probatorio. 

Le affermazioni di Conte a riguardo

Il premier Giuseppe Conte, intanto riguardo all’accaduto afferma che non ci sarà nessun tipo di sconto a un concessionario dopo una tragedia così grossa. Conte afferma poi che al governo interessa tutelare appieno il patrimonio dello Stato; e avere solide garanzie per la tutela dei cittadini.

Il premier infine dichiara:” Se questo avverrà attraverso la nazionalizzazione o una nuova gara con condizioni contrattuali diverse lo vedremo”. 

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