Coronavirus: la genetica rende più vulnerabili, ecco perché si ammalano anche i giovani

Come abbiamo potuto ben constatare, il Coronavirus si manifesta in maniera soggettiva.

C’è chi viene contagiato in maniera asintomatica, chi si ammala con una pesante influenza e chi purtroppo, va incontro alla morte. Stando a delle statistiche, l’anzianità sembrerebbe essere un fattore di grande rilievo. Ma nel corso delle ultime settimane si sta parlando anche di genetica.

Ciò significa che anche i giovani si ammalano di Covid-19, principalmente per una questione di DNA. A trattare questo aspetto ci ha pensato un team di scienziati americani, della Cleveland Clinic. Essi hanno individuato dei fattori genetici che potrebbero influenzare notevolmente la suscettibilità al virus. Il risultato di quanto emerso, è disponibile sulla rivista “Bmc Medicine”.

Si potrebbe trattare di una scoperta davvero sostanziale. Anche perché come indicano gli esperti, ad ammalarsi ci sono anche i giovani, che non presentavano alcun problema di salute… anzi erano del tutto sani.

Fattori genetici che ci rendono vulnerabili

Andando nello specifico, i ricercatori (con a capo Feixiong Cheng), hanno analizzato i polimorfismi.

Questi ultimi sono sostanzialmente delle variazioni presenti nelle sequenze di DNA, responsabili della produzione di alcuni enzimi. A loro volta, potrebbero favorire l’ingresso del virus che infetta le nostre cellule, peggiorando il nostro stato di salute.

Oggetto di studio sono ben 81.000 genomi umani che provengono da tre database genomici. I risultati indicano chiaramente che la genetica potrebbe essere uno dei fattori principali di suscettibilità.

Cheng è determinato a continuare la ricerca di nuove cause responsabili e spera di giungere a delle conclusioni. Così facendo, la medicina compirebbe dei veri e propri passi da gigante. Ecco alcune sue parole a riguardo:

“Al momento non disponiamo di farmaci specifici. Il riutilizzo di molecole già approvate potrebbe essere un approccio efficiente ed economico allo sviluppo di strategie di prevenzione e trattamento. Ma non è tutto. Quanto più sappiamo dei fattori genetici che influenzano la suscettibilità a Covid-19, tanto meglio saremo in grado di determinare l’efficacia clinica dei potenziali trattamenti”.

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