coronavirus cause e sintomi

Negli ultimi giorni, in Cina, si sta diffondendo un virus che sta contagiando migliaia di persone e si chiama Coronavirus.

Sono più di 3000 i casi accertati, più 81 vittime. La situazione è davvero critica e proprio per tale motivo, diverse città cinesi sono state isolate, in particolar modo quella di Wuhan, luogo in cui avrebbe avuto origine.

Virus cinese cause

A questo punto ci si chiede: quali sono le cause che portano alla formazione di tale virus?

Senza andare troppo nel linguaggio medico specifico, i coronavirus sono una particolare categoria di virus, con la capacità di insidiarsi nel corpo e moltiplicarsi, generando una serie di problematiche. Il tutto accade perché i coronavirus si servono dell’RNA (ossia acido ribonucleico), ossia la versione più semplificata del DNA, che è comunque adibita alla codificazione delle informazioni genetiche.

La denominazione inoltre, viene data dalla forma che si può notare al microscopio: il virus infatti, appare sotto forma di piccoli globuli contenenti delle punte piccole intorno, che ricordano per l’appunto delle corone.

Solitamente, i coronavirus sono presenti in diverse specie di mammiferi e di uccelli. In natura ne esistono di vari tipi e quello appena identificato in Cina, si chiama 2019-nCoV.

In un primo momento, ciò che ha destato sospetti nella città di Wuhan, è stato un mercato di cibarie (frutti di mare, pollame, animali selvatici vivi e via dicendo) e più precisamente dei serpenti che a loro volta avevano ingerito dei pipistrelli aventi il virus. Ma tutte queste ipotesi non sono state ancora confermate e il caso è ancora sotto analisi.

Virus cinese laboratorio

Ciò che ha determinato la nascita e l’espansione del 2019-nCoV è ancora da stabilire.

In un primo momento, si sospettava soltanto dei serpenti (o meglio, del fatto che avessero ingerito dei pipistrelli), ma adesso risulta essere alquanto strano un simile contagio. Tra l’altro, è spuntata un’altra ipotesi e riguarda la possibilità che il virus sia stato creato in un laboratorio.

Da lì, per sbaglio (o forse volutamente, ma a che pro?) uno degli scienziati ne sarà rimasto infetto e avrà poi contagiato altre persone a Wuhan.

Virus cinese sintomi

I sintomi che accompagnano il coronavirus possono essere di vario tipo e di intensità. Generalmente, quelli che si stanno manifestando negli ultimi giorni, incidono notevolmente sull’apparato respiratorio.

Pertanto, si presentano tramite raffreddore, tosse, secchezza alla gola, febbre. Nella maggior parte dei casi, non risultano essere molto gravi, in altri però, possono portare alla morte.

Ma l’aspetto più sconcertante riguarda una scoperta effettuata proprio qualche ora fa: il coronavirus è trasmissibile ancor prima che si manifestino i vari sintomi. Il che è molto grave, perché ciò significa che stando a delle statistiche, molte persone nel mondo siano già infette senza saperlo.

Una delle paure più vive al momento, è quella di essersene accorti troppo tardi e che il virus abbia raggiunto gran parte del mondo. 

Ed effettivamente in parte è cosi: si sono registrati già diversi casi di gente positiva al coronavirus in Europa, in America e in Australia (escludendo l’Asia, ovviamente). 

Virus cinese Francia

In Francia ad esempio, sono stati accertati ben tre casi di contagio da coronavirus.

Il ministro della salute francese Agnès Buzyn, su Twitter ha detto così: “Ogni persona che torna dalla Cina con i sintomi viene controllata e le vengono fatte delle raccomandazioni. Per il pubblico in generale, non c’è motivo di indossare una mascherina. La mascherina blu non offre alcuna protezione”.

Ciò significa che bisognerebbe incrementare i controlli, dal momento in cui le persone mettono piede in aeroporto. Ma come riportato da euronews, un turista però ha spiegato che in Francia (e più precisamente all’aeroporto di Charles De Gaulle), si sta un po’ sottovalutando la questione:

“Quando siamo arrivati c’erano diversi medici, che cercavano di capire se avessimo la febbre o se ci fosse qualcosa che non andava. In ogni caso non c’è stato nessun controllo specifico. Io potrei essere un portatore del virus e potrei essere in grado di trasmettervelo, ma non ne ho assolutamente idea”.

Virus cinese in Italia

In Italia, tutti i casi di virus cinese sospetti, sono risultati negativi.

Ma nonostante ciò, il nostro Paese risulta comunque a rischio, visto il gran numero di italiani che viaggiano all’est per impegni lavorativi.

Tuttavia, la città più a rischio potrebbe essere Milano e proprio per questo si è pensato di annullare la parata cinese, che si sarebbe dovuta celebrare domenica 2 febbraio. In realtà, la decisione è stata presa anche come gesto di solidarietà nei confronti di tutte quelle famiglie cinesi (specialmente gli abitanti di Wuhan) che non hanno potuto dedicarsi ai festeggiamenti o che addirittura stanno lottando tra la vita e la morte.

Tutto sommato, possiamo dire che in Italia la situazione attuale sembrerebbe essere sicura ma bisogna stare molto attenti a prescindere.

Virus cinese ultime notizie

Secondo le ultime notizie, il premier cinese Li Keqian ed altre figure politiche importanti, hanno dichiarato la situazione coronavirus alquanto grave.

Non tanto per i sintomi ad esso correlato (anche se come vi abbiamo detto in precedenza, il numero dei morti sta salendo), quanto per la rapidità di diffusione. Basta davvero poco per restarne infetti e non sempre ci si accorge di ciò.

Attualmente, diversi italiani risultano essere bloccati in Cina, insieme a tanti altri turisti: farli tornare nel nostro Paese potrebbe essere altamente rischioso (visto che già ci sospettano alcuni casi). Inoltre, è stato prorogato il Capodanno Cinese (cominciato sabato 25 gennaio) di tre giorni: ciò significa che le scuole resteranno chiuse e la gente non tornerà subito a lavoro, in modo tale da poter incrementare i livelli di isolamento.

Più che altro, il vero problema ruota intorno al fatto che non si riesca a comprendere a pieno la trasmissione del virus e soprattutto come poterlo combattere una volta per tutte. 

La ricerca scientifica sta studiando tantissimo sulla questione ma si teme di avere pochissimo tempo a disposizione. Bisogna agire sin da ora, su ogni fronte, onde evitare che possa trasformarsi in una vera e propria epidemia, pari a quelle che in passato hanno distrutto migliaia di vite.

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