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consigli su come proteggersi dal coronavirus ed evitare il contagio

Il Coronavirus è uno dei temi più discussi negli ultimi giorni.

Questo perché in Italia la situazione sta diventando davvero critica.

Il numero delle vittime e dei contagiati sale sempre di più, portando la gente in uno stato di panico.

E lo dimostrano i supermercati svuotati, le attività lavorative chiuse e la desolazione per strada, specialmente nelle zone dette “focolaio“, appartenenti alla regione Lombardia.

L’ansia dilaga anche sui social network, dove gran parte delle notizie risultano essere false e frutto della disinformazione.

Tuttavia, la fonte più attendibile resta sempre il portale del Ministero della Salute che ha emesso una serie di ordinanze e suggerimenti. 

Questi ultimi, spiegano in maniera dettagliata come proteggersi ed evitare il contagio dal coronavirus.

Per chi se li fosse persi, ecco una mini guida contenente alcuni consigli da seguire!

Lavarsi spesso le mani

A molte persone può sembrare una banalità. 

In realtà, non tutti rispettano in maniera costante le norme igieniche.

Pertanto, risulta necessario lavare le proprie mani sempre: prima e dopo aver mangiato, essere andati in bagno o aver toccato degli oggetti di dominio pubblico. 

Basti pensare ai lavandini degli autogrill, alle maniglie degli autobus, ai braccioli dei treni e via dicendo. 

Siamo costantemente a contatto con batteri ed è fondamentale seguire un’igiene rigorosa. 

Allo stesso tempo, è importantissimo ricordarsi di non toccare occhi, bocca, naso con le mani sporche. Questo perché il virus non ci metterebbe nulla ad entrare nel nostro corpo. 

Coprirsi in caso di tosse o starnuti

Una delle abitudini più errate che compiono diverse persone, è quella di tossire o starnutire senza coprirsi a dovere. 

Non avete la minima idea di quanti batteri vengano buttati fuori in quei momenti! 

Pertanto, come misura preventiva, si consiglia vivamente di starnutire nella zona che intercorre tra braccio e avambraccio, in modo tale che il corpo possa fare da barriera. 

Riguardo la tosse invece, è preferibile coprire la bocca ma allo stesso tempo girarsi dall’altra parte. 

Così facendo, non trasmetterete microbi ed allo stesso tempo risulterete educati nei confronti del vostro interlocutore o comunque di chi vi sta accanto. 

Non prendere antibiotici, salvo prescrizione medica

Dal punto di vista dei medicinali, bisogna prestare molta attenzione. 

Tralasciando i classici anti infiammatori, nei casi più seri, si consiglia di evitare l’assunzione fai da te di antibiotici o antivirali, salvo prescrizione medica.

Sarà una figura esperta nel settore a valutare il vostro stato di salute ed eventualmente darvi il consenso nell’acquisto di determinati medicinali.

Pulire l’ambiente circostante

Le misure preventive per il coronavirus hanno a che fare non soltanto con le persone ma anche con l’ambiente che ci circonda.

Di conseguenza, è importante “relazionarsi” con delle superfici pulite ed igienizzate. 

Stando a dei consigli medici, si consiglia l’utilizzo di disinfettanti a base di alcol o cloro, in modo tale da uccidere gran parte dei batteri e ridurre notevolmente i rischi di contagio.

Evitare contatti ravvicinati con gente sospetta

Visti gli ultimi avvenimenti, sarebbe preferibile evitare contatti con gente ignota (del quale non si sa se sia affetta o meno da determinate patologie). 

Tuttavia, nel caso doveste essere a conoscenza di persone con problemi respiratori acuti, cercate di non avere incontri ravvicinati, o ancor peggio contatti fisici.

Ci teniamo a precisare che non si tratta in alcun modo di razzismo ma di una semplice forma precauzionale

Coronavirus: miti da sfatare

Una volta citate gran parte delle misure preventive per il coronavirus, passiamo ai miti da sfatare.

Nelle ultime ore, il web si è scatenato.

Numerose persone, un po’ per ignoranza o un po’ per ingenuità, tendono a credere tutto ciò che leggono e per tale motivo necessitano di alcune precisazioni.

Diffidare dalle fake news

In primis, bisogna diffidare da tutte quelle fonti che creano allarmismi sulla base di nulla. 

Non è assolutamente vero che una volta diagnosticato il coronavirus, si vada incontro alla morte.

Essendo una malattia nuova, non esiste ancora un vaccino, ma ciò non significa che sia incurabile. Tra l’altro, diversi casi sono guariti in maniera del tutto spontanea.

Soltanto una piccola percentuale vede il decesso. E quasi sempre si tratta di persone deboli (ad esempio gli anziani) o che comunque presentano un quadro clinico compromettente.

Infatti, al momento le vittime da coronavirus sono soggetti che possedevano dei problemi respiratori o addirittura polmonite.

Il coronavirus, non ha fatto altro che peggiorare il loro stato di salute. 

È davvero difficilissimo che una persona sana come un pesce possa morire di punto in bianco per un coronavirus. Allo stesso tempo, è giusto prendere una serie di misure preventive per salvaguardare se stessi e gli altri. 

L’importante però, è saperlo fare in maniera responsabile, senza farsi prendere dal panico.

I pacchi provenienti dalla Cina non sono pericolosi

È sbagliato pensare che i pacchi provenienti dalla Cina (o i prodotti made in Cina) possano essere pericolosi.

È vero che il virus sia in grado di sopravvivere all’aria aperta ma è alquanto impossibile che possa rimanere presente su un prodotto per una ventina di giorni o più.

Gli animali da compagnia non diffondono il virus

Stando agli studi condotti fino ad ora, il coronavirus si sarebbe trasmesso da un pipistrello ad un serpente, per poi aver infettato un uomo.

A questo punto, l’uomo è in grado di trasmetterlo soltanto ad altri uomini. 

Gli animali domestici, come ad esempio il cane o il gatto, non recano alcun tipo di pericolo. 

Le mascherine non proteggono

Infine, c’è chi crede che le mascherine possano fungere da scudo al coronavirus.

Anche questo è un mito da sfatare, poiché esse servono principalmente ad evitare la trasmissione da parte di chi sospetta di esserne affetto.

Tuttavia, si possono indossare nel rispetto del prossimo ma anche per una tranquillità personale.

E non c’è alcuna garanzia di immunità pari al 100%.

Coronavirus: sintomi

I sintomi del coronavirus sono nella maggior parte dei casi molto simili a quelli di una classica influenza, ad esempio febbre, tosse, disturbi intestinali e diarrea.

Ciò che rende differenti le due patologie ha a che fare solitamente con la questione respiratoria (ad esempio fiato corto) e può degenerare in polmonite, nel caso in cui si dovessero già avere delle patologie di base o un basso sistema immunitario.

E’ inutile creare allarmismi e per ogni sospetto contagio basta chiamare uno dei numeri presenti sul sito ufficiale del Ministero della Salute, che variano a seconda della regione.

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