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Non so voi, ma io da piccola giocavo con le bambole, mi divertivo a pettinarle, cambiare loro il vestito, la pettinatura, le solite cose che piacciono fare una bambina. A quanto pare invece in Nuova Zelanda c’è un’usanza diversa: al posto delle bambole si usano gli animali morti!

Sì avete letto bene, nello specifico esemplari di opossum volpino, un marsupiale di origine australiana!

Una scuola neozelandese è stata sommersa dalla critiche per aver indetto un concorso di bellezza per vestiti indossati, per l’appunto, da animali morti. I bambini dovevano travestire gli opossum defunti con gli accessori che preferivano, hanno così creato pugili, principesse, pittori, dive e tanto altro. E l’hanno fatto con estrema cura dei dettagli!  Le creazioni sono poi state presentate in una mostra per raccogliere fondi per la scuola. “È stata un’esperienza molto divertente” hanno commentato alunni e professori.

Non tutti la pensano però allo stesso modo, c’è chi ha considerato il concorso un evento decisamente macabro e poco educativo nei confronti dei bambini. Davanti a queste accuse, la scuola si è difesa dicendo che in Nuova Zelanda l’opossum volpino è considerato un animale nocivo, non si tratta infatti di un animale autoctono, ma è stato introdotto dall’uomo, sfuggendo di fatto al controllo dato che non ha predatori naturali che ne limitino la diffusione.

E questo giustificherebbe il fatto che degli esemplari morti vengano dati a dei bambini per giocarci in sostituzione a delle comuni bambole? Non ci pare la soluzione più adatta per risolvere il problema legato alla diffusione incontrollata di questo animale.

27 COMMENTI

  1. si che schifo bla bla bla, il rispetto per gli animali bla bla bla, pensandoci però può essere anche un modo più facile per affrontare il dolore della morte del proprio animale domestico a mio parere, alla fine morti per morti…
    Che poi faccia schifo non c'è rispetto alla fine sono morti punto

    • con che coraggio scrivete "li torturano anche da morti" ma andate a cagare và ! che non fanno un cazzo nella vita tranne cagare e mangiare, e poi dire che le bestie siamo noi… e allora?? sparatevi e fate prima. Sono animali non persone, non dico non portargli rispetto perchè per certi versi sono meglio di noi, ma non sono noi. bisognerebbe torturare quegli "animali" che stuprano le donne, quelli sono animali.

  2. MA CHE E STO SCHIFO….E DA GRANDI CHE FARANNO……..VERGOGNAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  3. Fino ad oggi di gente strana ne ho visto e sentito parlare ma di gente malata fino a questo punto No.
    Immagino ovviamente che in quel paese non esiste legge a favore degli animali !!!!! Legge Divina Santa Legge Divina !!!!!

  4. Altro che le bestie sono gli animali , le vere bestie siamo noi gli UMANI!! e` una cosa disgustante , povere creature pure da morte devono essere umiliate , ma che mondo schifoso

  5. L'uomo è giusto che si estingua.
    Facciamo veramente schifo!
    Dio o chi per te…perdona loro perchè davvero nn sanno quello che stanno facendo!
    R.I.P. povere creature..

    • esagerato? Sicuro? vedi che quello che di bello c'è lo distruggiamo!?
      Mi rompe tantissimo dover parlare così, purtroppo ne faccio parte anche io del genere umano..ma chi compie questi atti crudeli, si può vedere tutti i giorni, chi li commettono? Gli animali o l'uomo? Chi fa guerre? Chi crea malattie in laboratorio? Chi crea morti ogni giorno per un motivo o per un altro?

    • si ma stai parlando dello stesso genere umano che lotta, negli ospedali, per salvare le persone dalle malattie, che cerca di salvare gli animali usati come cavie nei laboratori, che tenta una soluzione non violenta per evitare la guerra…su questa terra non siamo tutti uguali..ci sono parecchie persone che fanno del bene nel mondo…solo che non se ne parla abbastanza

    • io non credo che tu abbia torto…dico solo che prima di esprimere un giudizio generale ci sia il bisogno di analizzare più a fondo la situazione..e solo dopo trarre conclusioni

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