Compiti e genitori

Compiti sì, compiti no? È giusto che i genitori aiutino i figli nello svolgimento dei compiti per casa? È prassi piuttosto comune sedersi accanto al figlio, aiutarlo quando lo si vede in difficoltà, persino sostituirsi a lui quando è stanco o non riesce a ultimare un esercizio. Ormai da tempo gli esperti sottolineano come questo modus operandi sia alquanto controproducente.

Compiti per casa: lo studio

Un recente studio americano sottolinea che l’intervento dei genitori nelle attività scolastiche è nella maggior parte dei casi inutile o addirittura dannoso. I ricercatori hanno scoperto che i genitori più interventisti non accrescono il livello scolastico del figlio, anzi lo ostacolano, seppur involontariamente.

Compiti per casa: devono farli i figli

Il ruolo dei compiti è quello di consolidare l’apprendimento, mettere in pratica ciò che l’insegnante ha spiegato durante le lezioni, stimolare l’autodisciplina e la responsabilizzazione. Tutti questi aspetti vengono annullati dall’intervento del genitore.

Il bambino deve mettersi alla prova, imparare dagli errori, accettare la fatica, e deve farlo da solo. Va bene monitorare e mettersi a disposizione del figlio, ma se lo si vede in difficoltà non gli si deve fornire la risposta esatta, bensì spronarlo a rivedere la regola e la spiegazione del maestro. Neanche la correzione dei compiti è una prassi corretta: è compito dell’insegnate.

L’aiuto concreto che si può dare è di tipo “organizzativo”: stabilire l’orario in cui fare i compiti, scegliere un luogo ben illuminato e silenzioso, fare delle pause per riposare la mente, di tanto in tanto invitare qualche amico per studiare insieme.

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