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Amore e infatuazione: ecco le differenze

Cure che batte all’impazzata, farfalle nello stomaco, testa fra le nuvole, voglia di vederlo, desiderio di non doversi mai lasciare quando si sta insieme, sorrisi che nascono senza apparente motivo, felicità: sono tutte sensazioni che solitamente vengono collegate all’innamoramento. Ma siamo sicuri che si tratti di amore e non di una semplice infatuazione?

Quando si rimane colpiti da una persona e si sta bene insieme a lei, quando ci si trova immersi in un vortice di sensazioni e pensieri positivi, quando sembra esistere solo e soltanto il “noi”, quando la situazione ci ha talmente rapiti da non capire più niente, è facile pensare di essersi innamorati. Ma non è detto sia così.

Può infatti succedere che ciò che stiamo vivendo sia soltanto un’infatuazione. Anche se questo sentimento è più diffuso in età adolescenziale, non significa che non possa comparire anche in età adulta. Conoscere le sue peculiarità ci permette di tracciare un confine e distinguerla dall’amore vero e proprio.

L’infatuazione è solitamente mossa, in età adolescenziale, da un desiderio di affetto, dalla voglia di sentirsi grandi e condividere con un’altra persona l’eccitazione della fisicità, e conoscere così una complicità e un tipo di relazione differente rispetto a quella familiare. C’è un legame forte con l’indipendenza e anche con la voglia di sentirsi importanti per un’altra persona.

Come già detto in precedenza, l’infatuazione può verificarsi a ogni età, soprattutto in periodi di cambiamento, in cui è necessaria una nuova accettazione di se stessi.

Dato che l’infatuazione può essere un segnale che indica il bisogno di cambiare, spesso può portare a deformare la realtà: l’altro non viene visto com’è ma come si vorrebbe che fosse. Ciò può provocare cocenti delusioni che, nel caso dell’adolescente, non sono così pericolose, anzi, aiutano a crescere e a cogliere aspetti prima ignorati; in età adulta, invece, quando il tempo che si ha davanti si riduce e non offre più un grande aiuto psicologico, si rischia di cadere in depressione.

Nell’innamoramento non c’è una deformazione, a colpire sono aspetti reali della persona che abbiamo davanti. Ci innamoriamo per com’è realmente, difetti compresi.

Nella divisione in fasi di una relazione, l’innamoramento è il periodo iniziale, quello in cui si verifica un vero e proprio scompenso ormonale e chimico: pensiamo continuamente a quella persona e ci sembra di vederla ovunque; vogliamo approfondire la conoscenza e saperne di più anche del suo passato; ci piace raccontargli aspetti della nostra vita e condividere i nostri interessi; sentiamo la sua mancanza; ci piace metterlo al corrente di ciò che accade nelle nostre giornate.

Superati i tre anni, dicono gli esperti, questa febbre d’amore cessa, ed è a questo punto che le relazioni o possano a una fase più seria e matura, quella dell’amore vero e proprio, oppure si dissolvono.

È amore se: vediamo nel partner quella persona con cui condividere gioie e dispiaceri; accettiamo i suoi difetti; è continuamente nella  nostra mente; non riusciamo a immaginare il nostro futuro senza di lui ed è con lui che vogliamo costruirlo; troviamo in lui amore, comprensione e sicurezza; c’è fiducia; la relazione ci regala armonia, equilibrio e felicità.

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