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I pro e i contro del ciuccio

L’utilizzo del ciuccio scatena da sempre numerosi dibattiti: c’è chi lo considera un oggetto indispensabile e chi, al contrario, ritiene che sia inutile e dannoso. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. È l’utilizzo smodato e prolungato del ciuccio ad essere sbagliato, se viene impiegato con parsimonia, e solo quando strettamente necessario, non ci sono particolari controindicazioni.

La suzione è un meccanismo che nasce quando il bambino si trova ancora all’interno del grembo materno, un bisogno naturale che provoca nel piccolo sensazioni piacevoli, sia che sia legato al seno della mamma, al biberon, al dito o al ciuccio. La suzione agisce come un calmante: il bimbo si sente meno solo, più tranquillo e al sicuro. Stati d’animo che possono essere ricondotti all’uso del ciuccio: è un ottimo metodo per calmare un bambino agitato, per far cessare il suo pianto, per farlo addormentare più velocemente.

Il suo utilizzo è però sconsigliato nei primi giorni di vita: il piccolo non è infatti ancora pienamente in grado di distinguere il seno della madre, abituarlo al ciuccio potrebbe quindi provocare dei problemi nell’assunzione del latte materno. Discorso opposto per il periodo successivo alle prime settimane. Oltre all’effetto calmante, secondo vari studi, il ciuccio ridurrebbe i rischi di rigurgito e favorirebbe la ventilazione notturna. Non solo, i bimbi che usano il ciuccio sono spesso i primi a distanziare i pasti notturni e a riaddormentarsi da soli quando si vegliano.

I vantaggi legati al ciuccio non devono però contribuire a considerare questo oggetto come qualcosa di immancabile e assolutamente necessario. Sarebbe meglio evitare di dare il ciuccio al bimbo anche quando lui non lo richiede oppure ogni volta si mette a piangere. Non deve diventare un’abitudine né per il bambino né per i genitori: la sua eliminazione potrebbe poi risultare molto difficile.

Il ciuccio tende inoltre a far isolare il piccolo e a creare problemi nello sviluppo del linguaggio: l’ideale, quindi, sarebbe toglierlo già dal primo anno di vita. Una scelta dettata anche da altre due questioni: la formazione mandibolare e l’igiene. Con il passare del tempo, infatti, il ciuccio rischia di provocare complicazioni nella formazione dell’arcata mandibolare e tende a diventare un ricettacolo di germi, condizione legata al fatto che il bambino, iniziando a muovere i primi passi, se lo porta appresso e lo appoggia ovunque.

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