Se aumentate di peso e vi sentite gonfie, forse dovreste fare un’ecografia che scongiuri la presenza di cisti ovariche. Sai cosa sono le cisti ovariche?

Si tratta di sacche contenenti sostanze in forma liquida, semisolida o solida, localizzate all’interno o all’esterno delle ovaie. Fanno la loro comparsa sopratutto in donne in età fertile, in particolare durante l’adolescenza, ma possono manifestarsi anche in fase pre o post menopausa. All’origine, nella maggior parte dei casi, ci sono squilibri ormonali.

Si tratta perlopiù di formazioni benigne e innocue, ma la loro presenza deve comunque essere monitorata perché possono determinare alterazioni della funzione riproduttiva o rappresentare il segnale di un tumore maligno.

Per verificare la natura delle cisti ovariche è necessario effettuare una visita ginecologica accurata o un’ecografia transaddominale o transvaginale.

Cisti ovariche sintomi

La loro presenza è spesso asintomatica ma quando aumentano di volume, si rompono rilasciando il loro contenuto o bloccano l’afflusso di sangue all’ovaio, può succedere che si presentino i seguenti sintomi: dolore pelvico, sordo se la cisti è ancora intatta, acuto se si è rotta; difficoltà a svuotare completamente l’intestino; necessità di urinare spesso (dovuto al fatto che la cisti ovarica preme sulla vescica); variazione del normale ciclo mestruale; dolore pelvico durante i rapporti sessuali; senso di pesantezza e gonfiore addominale; stanchezza persistente; senso di pienezza anche dopo pasti leggeri.

In presenza di questi sintomi è necessario contattare subito il medico per fissare una visita di controllo. Anche se nella maggior parte dei casi le cisti ovariche sono innocue, è comunque meglio accertarsene.

Bere due litri di acqua al giorno contro la ritenzione idrica

Ma bere almeno due litri di acqua al giorno può davvero far perdere peso? La risposta è sì.

Si sente spesso parlare dei benefici del bere acqua ma forse non tutti sanno che bere tanta acqua può anche aiutare a dimagrire. Vediamo come e perché.

Bere tanta acqua, aiuta a stimolare il metabolismo, purificare il corpo e soprattutto allontana il senso di fame che molto spesso assale durante la giornata.
Inoltre, bere più acqua, stimola la diuresi e aiuta così l’organismo a eliminare i liquidi in eccesso, facendo subito spostare l’ago della bilancia verso l’obiettivo “minor peso”.

Regola principale: Bere prima di mangiare.

L’acqua, infatti, affievolisce l’appetito, fa sentire subito sazi e riduce dunque sostanzialmente il consumo di calorie durante i pasti.
Per chi proprio non riuscisse a bere così tanta acqua, aggiungere una fetta di limone al normale bicchiere di acqua, può essere una variante molto gustosa e nello stesso tempo utile vista l’azione della pectina contenuta nel limone che riduce ancora di più la sensazione di fame.
Bere tanta acqua previene anche i fastidiosi crampi muscolari e permette così a chi avesse questo disturbo, di praticare sport per agevolare la perdita di peso.
Come in tutti i rimedi per dimagrire, mai pensare anche lontanamente, di poter dimagrire solo bevendo due litri di acqua al giorno. È buona norma infatti, associare una regolare attività fisica e una dieta a basso contenuto di zuccheri e grassi.

Tumore all’utero: In Italia 3500 nuovi casi all’anno

La malattia  però potrebbe scomparire tra le nuove generezioni grazie alla prevenzione, con Hiv Test e Pap Test e col vaccino contro il papilloma virus. Questo è quanto dichiarato dall’Osservatorio Nazionale per la salute della Donna (O.N.Da) in un incontro  a Roma fatto in occasione della Settimana Europea della prevenzione del carcinoma della cervice uterina.

Ricordiamo che l’HPV o papilloma virus umano che è un’infezione a trasmissione sessuale. Spesso regrediscespontaneamente  ma a volte può essere la causa della formazione di lesioni pre-cancerose.

Il papilloma virus si trasmette durante rapporti sessuali con il contatto diretto tra pelle e pelle, non è necessaria la penetrazione difatti il preservativo può anche non proteggere.

Pap test da fare con regolarità

Quando fare il pap test? È una delle domande più diffuse su questa tipologia di esame. Generalmente si consiglia di effettuarlo ogni tre anni dall’inizio dei rapporti sessuali. Le donne dai 25 ai 64 anni vengono invitate ad effettuarlo ogni tre anni con una lettera spedita dalla propria Azienda Usl. Ma alcuni ginecologi preferiscono effettuare i primi tre pap test a scadenza annuale, per poi passare a due o tre anni.

La brevità dell’intervallo di tempo può essere dovuta anche ad altri fattori, come la presenza di un’infiammazione, di sangue nel prelievo o una scarsità di materiale strisciato, che impediscono la lettura corretta del vetrino. In caso di infiammazione, è bene ripetere l’esame dopo un’adeguata terapia.

Dal momento che il tumore del collo dell’utero cresce molto lentamente, anche un esame meno frequente è in grado di individuarlo in tempo per mettere in atto una terapia non troppo aggressiva. Con la diffusione dell’Hpv-Dna test, ovvero un esame che scova il DNA del Papillomavirus, può essere tranquillamente eseguito ogni tre anni.

Nelle donne dai 30-35 anni in su lo screening con l’Hpv-Dna test può essere effettuato ogni cinque anni.

Le donne dai 25-30, invece, possono ricorrere al classico Hpv test, da effettuare ogni tre anni, capace di individuare molte lesioni che scomparirebbero da sole nel tempo. Oggi, infatti, sappiamo che fino ai 30 anni circa l’80% delle donne convive per un tot di tempo con l’Hpv, che poi, fortunatamente, sparisce spontaneamente.

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