Con il termine chiropratica si fa riferimento ad una pratica che ha come obiettivo quello di trattare o prevenire una serie di malattie correlate al sistema muscolo-scheletrico

Si tratta di una tecnica della medicina alternativa, effettuata con l’ausilio delle mani. Infatti, se dovessimo analizzare la parola “chiropratica”, possiamo constatare che deriva dal greco “keir” e “praxis“, ossia azione manuale.

Questo termine fu utilizzato per la prima volta verso la fine del XIX secolo da Daniel David Palmer, un medico canadese. 

Secondo lui, diversi disturbi a livello muscolo-scheletrico sono una semplice conseguenza di alcuni problemi fisici interiori, che vanno ad alterare il benessere. Di conseguenza, l’essere umano ha bisogno di una “forza vitale“, che si ottiene proprio grazie alla chiropratica, attraverso la manipolazione della colonna vertebrale

Chiropratico è un medico?

Palmer è stato il fondatore della chiropratica e negli anni successivi, diverse persone si sono ispirate ai suoi principi, diffondendo tale pratica.

A questo punto ci si chiede: il chiropratico è un medico

La risposta è sì. Togliendo tutti coloro che si fingono esperti del settore, per curare tutte le problematiche legate alla colonna vertebrale, ai muscoli e ai nervi, bisogna possedere delle lauree e delle certificazioni.

Non bisogna affatto sottovalutare la chiropratica, poiché il paziente sarà tenuto a compiere dei movimenti volti al miglioramento della postura, al ripristino delle vertebre e alla riduzione di dolori nervosi/muscolari. Pertanto, chi non ha alcun tipo di specializzazione a riguardo, si può definire semplicemente un massaggiatore. 

Come diventare un chiropratico

Diventare chiropratico non è un gioco da ragazzi. Infatti, bisogna intraprendere una strada molto particolare, specialmente se si è italiani. 

Questo perché, nella maggior parte dei casi è fondamentale offrire la disponibilità per studiare all’estero, in una delle facoltà riconosciute dal CCE, ossia il Council on Chiropratic Education. Solitamente, gli studi avvengono in lingua inglese, poiché gran parte dei testi sulla chiropratica, sono di origine britannica.

Tuttavia, la conoscenza della lingua inglese non è l’unico requisito essenziale per entrare a far parte di questo percorso universitario ma è necessario possedere il diploma nelle materie scientifiche. Inoltre, durante i sei anni di studio, è previsto anche un tirocinio presso una serie di cliniche adibite alla metodologia chiropratica.

Una volta trascorso il tempo necessario e aver passato i vari esami, si potrà ottenere il titolo di Dottore in Chiropratica.

Chiropratica in Italia

La ragione per la quale in Italia non ci siano facoltà mirate allo studio della chiropratica deriva dal fatto che sia stata riconosciuta legalmente soltanto dal 2007. Infatti, l’anno successivo è stato inserito un emendamento della legge finanziaria, che dice così:

“È istituito presso il Ministero della salute, senza oneri per la finanza pubblica, un registro dei dottori in chiropratica. L’iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previsti dall’ordinamento”.

Chiropratica tecniche

Solitamente, la chiropratica si basa su una decina di sedute. Nella prima, si va ad analizzare nel dettaglio lo stato di salute del paziente per poter capire su quale zona della colonna vertebrale bisognerà agire. 

Le tecniche principali della chiropratica si basano sul massaggio mirato ai muscoli, alle ossa e alla schiena in generale, mentre l’individuo resta seduto oppure steso un lettino. Attraverso dei movimenti graduali, il chiropratico sarà in grado di migliorare l’attività delle articolazioni, riducendo così ogni tipo di rigidità.

Non si tratta di una pratica dolorosa, anche se in rari casi può capitare che il paziente accusi un po’ di fastidio. Semmai dovesse accadere ciò, è bene riferirlo al medico, il quale andrà ad approfondire la vostra situazione di salute.

Infine, per quanto riguarda la durata delle tecniche di chiropratica, solitamente si aggira sui 40-45 minuti in media. 

Chiropratica per dolori corpo

La chiropratica interessa principalmente la colonna vertebrale. Tuttavia, può essere effettuata anche sui pazienti che soffrono di:

  • Asma e allergia
  • Sciatalgia
  • Dolori alle mani o ai polsi
  • Disturbi ai gomiti e alle spalle
  • Fibromalgia
  • Forti mestruazioni
  • Depressione
  • Problemi gastrointestinali
  • Emicrania 
  • Ipertensione 

E tanto altro ancora… 

Chiropratica controindicazioni

Abbiamo appena constatato che la chiropratica risulti essere un metodo abbastanza efficace per una serie di problematiche.

Allo stesso tempo però, essa va bandita nel caso in cui un paziente presenti:

  • Grave osteoporosi
  • Stenosi vertebrale
  • Artrite reumatoide 
  • Tumori alle ossa
  • Ernia al disco
  • Fratture della colonna vertebrale

Questo perché nel momento in cui il chiropratico va ad effettuare dei movimenti particolari, il soggetto potrebbe avvertire molti dolori, peggiorando così la sua situazione. 

Nell’eventualità in cui si dovesse rientrare in una delle caratteristiche sopracitate, è bene sottoporsi ad ulteriori esami clinici, in modo tale da comprendere al meglio su come intervenire. 

Chiropratica complicazioni

Come vi abbiamo già accennato in precedenza, la manipolazione della colonna vertebrale va praticata con una certa cautela.

Mettendosi nelle mani di una figura competente ed esperta, non dovreste in alcun modo riscontrare problemi. Ma in caso contrario, potreste avvertire una serie di complicazioni. Tra i più diffusi abbiamo:

  • Senso generale di spossatezza 
  • Indolenzimento muscolare
  • Rigidità al collo e alla schiena
  • Dolori ai nervi improvvisi 

La chiropratica ha come obiettivo quello di aiutare il paziente (eliminando una serie di disagi a livello muscolare, articolare e nervoso) e non farlo soffrire. 

Subito dopo il trattamento ci sta, ma se a lungo andare o sintomi dovessero persistere, è fondamentale accertarsi che non si stia andando incontro a peggiori complicazioni, tra cui:

  • Lacerazioni di vertebre
  • Ematomi
  • Infortuni gravi

Se si sottovalutano questi tre elementi, il paziente potrebbe rischiare una paralisi, un ictus o persino il coma (e in rari casi la morte).

Perciò, ricordatevi sempre che la chiropratica non ha nulla a che vedere con i classici massaggi. È una tecnica che richiede molta esperienza nel settore e va messa in pratica soltanto dalla figura del dottore chiropratico

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.