Mamme. Quali sono i segnali che permettono ai genitori di capire se il proprio figlio è felice? Ogni individuo, bambino o adulto che sia, manifesta il proprio stato d’animo in maniera differente. Anche la felicità viene espressa in maniera diversa da persona a persona. Se un figlio preferisce stare nella sua camera da solo, interagisce poco, è taciturno, non significa necessariamente che sia infelice. Riservatezza e timidezza non sono sinonimi di tristezza.

Ci sono bambini che amano giocare con gli altri e quelli che preferiscono farlo da soli, ci sono ragazzi che sono sempre in giro con gli amici e quelli che invece trascorrono più tempo in casa. Ci sono quelli che parlano, ridono e scherzano in continuazione e quelli che sono meno espansivi. Ognuno esprime e vive la felicità in maniera differente.

Se però vostro figlio appare visibilmente irrequieto, si arrabbia per ogni minima cosa, ha uno sguardo triste, è probabile che nella sua vita non vada tutto a gonfie vele. Fategli sentire la vostra vicinanza, senza però obbligarlo a parlare, sarà lui ad aprirsi con voi appena si sentirà pronto a farlo.

Depressione in età evolutiva

La depressione è una malattia che colpisce l’essere umano nei periodi più fragili della sua vita, in cui si hanno meno difese e meno risorse per affrontare i probemi della vita. Uno di questi periodi è sicuramente l’adolescenza e soprattutto il periodo infantile, durante il quale il bambino non ha sviluppato del tutto un proprio carattere ed ha stati d’animo piuttosto mutevoli. La depressione colpisce l’1% dei bambini ed il 5% degli adolescenti ed i motivi possono essere molteplici: un trauma non elaborato come la separazione dei genitori, una fobia scolastica, attacco di panico e tanto altro.

Per capire in tempo se nostro figlio sta vivendo un periodo di depressione dobbiamo fare attenzione a piccolo segnali, che spesso si trovano nelle parole non dette e nei gesti mancati. E’ stato appurato che i principali sintomi della depressione nel bambino sono i seguenti:

  • continui e ripetuti sbalzi d’umore nel bambino, anche durante la stessa giornata o nel corso di poche ore
  • perdita di autostima e continua autosvalutazione di se stesso: il bambino di fronte a compiti o incarichi continua a ripetere frasi come “Io non so farlo, non lo farò mai, non so come si fa ..”
  • comportamenti aggressivi, sia nei confronti di adulti che nei confronti di coetanei. Un bimbo aggressivo è spesso un bimbo depresso.
  • continui disturbi del sonno. Quando il bambino ha incubi continui, presenta difficoltà nel prendere sonno oppure chiede la costante presenza di un genitore che dorma al suo fianco.
  • improvviso cambiamento del rendimento scolastico, brusco calo dell’attenzione. Quando il bambino tutto ad un tratto comincia ad andare male a scuola o presenta difficoltà di concentrazione, probabailmente è depresso.
  • perdita di interesse nel socializzare. Il bambino depresso non vuole stare in compagnia, giocare e fa fatica a rapportarsi con gli altri. Improvvisamente si isola dal mondo esterno.
  • altereazione dell’atteggiamento nei confronti della scuola. Il bambino si dimostra restio verso qualsiasi attività scolastica, la mattina fa i capricci perchè non vuole andare a scuola.
  • lamentele somatiche: il bambino che ha continui mal di pancia o mal di testa (specialmente prima di andare a scuola), o che all’improvviso comincia a fare la pipì a letto, potrebbe essere depresso
  • perdita improvvisa di energia e di entusiasmo verso attività che prima lo rendevano felice. Se il bambino mostrava un carattere vivace ed estroverso ed all’improvviso perde iniziativa verso il gioco ed il divertimento.
  • alterazioni brusche del peso e dell’appetito. Se il bambino non mangia o al contrario mostra una fame eccessiva con conseguente aumento/perdita di peso.

Ovviamente dobbiamo tenere presente che la depressione si può manifestare attraverso diversi sintomi, a seconda dell’età del bambino. Ad esempio nella fascia che va dai 3 ai 6 anni, isolamento ed irrequietezza sono i campanelli d’allarme più frequenti. Quella che noi percepiamo come semplice iper-attività, in realtà potrebbe essere depressione. I bambini più piccoli tendono inoltre ad avere un attaccamento morboso verso i genitori, e fanno fatica a staccarvisi. Nella fascia di età che va invece dai 6 ai 13 anni, i principali sintomi di depressione sono invece sofferenza e protesta. Il ragazzo che vuole abbandonare la scuola, o che non si reputa all’altezza di esso, potrebbe essere depresso. Così come un ragazzo che ruba, racconta bugie o si mostra particolarmente aggressivo e violento. Una volta diagnosticata con certezza la depressione, i genitori devono fare il possibile per stare vicino al bambino senza tuttavia farlo sentire diverso o malato.

1 commento

  1. Vi assicuro che non è facile, i genitori hanno il compito di educare oltre che guidare i figli verso l'amore per le cose e le persone, il rispetto per se stessi e per chi li circonda, però non sempre viene accettato da loro e molte volte succede il contestatario che lo porta a ridire su ogni cosa. Complici le amicizie, i media, la tecnologia, il fatto di essere sempre in concorrenza con gli altri. Penso che nessuno di noi sia stato ospite della casa del mulino bianco, e la strada verso la felicità interiore l'abbiamo dovuta cercare in continuazione come la vita che cambia giorno per giorno. In buona fede speriamo di dare loro perlomeno la sicurezza nella ricerca della serenità. GD

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