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Bruno Arena, nato a Milano il 12 gennaio 1957, è un comico molto conosciuto in Italia grazie al duo “Fichi d’India” insieme a Massimiliano Cavallari. Oltre ad essere un comico, Bruno è anche un attore e cabarettista.

Il duo è stato creato nel 1988 quando i due passeggiavano sulle spiagge di Palinuro fra i fichi d’india.

Da adolescente frequentò il liceo artistico, in seguito si iscrisse all’ISEF per diventare insegnante di ginnastica nelle scuole elementari medie e superiori.

Iniziò ad avvicinarsi al mondo dello spettacolo lavorando come animatore turistico nel 1983. L’anno seguente purtroppo avvenne una delle vicende più tristi della sua vita, ebbe un grave incidente che portò a sottoporsi a molti interventi chirurgici che non riuscirono a ridargli completamente la vista. Da questo avvenimento infatti, Bruno trae uno dei suoi tratti caratteristici che gli italiani non stentano a riconoscere.

Il suo vero successo fu, come abbiamo già detto, formare il duo comico insieme a Massimiliano Cavallari. Insieme esordirono su Radio Deejay, insieme a Marco Boldrini, ma il vero successo arrivò con le prime messe in onda di Zelig, seguite a ruota dalle puntate di Colorado nel 2007. Da lì in poi fu un oscillare tra i due programmi televisivi che regnavano sulle prime serate.

Dal 1998 al 2008 partecipò a numerosi film come Amore a prima vista, Pinocchio Natale sul Nilo.

Purtroppo, ad oggi, l’incidente violento che Bruno Arena ebbe anni fa non fu il più tragico, poiché il 17 gennaio 2013 dopo uno spettacolo fu colto da un aneurisma che gli causò un’emorragia celebrale.

L’11 febbraio, dopo quasi un mese dell’operazione d’urgenza che il comico aveva subito, uscì dal San Raffaele di Milano per entrare in un centro di riabilitazione.

L’uscita vera e propria dal coma per iniziare la riabilitazione c’è stata il primo marzo di quest’anno.

A tutti i suoi fan si è alleggerito il cuore vedendolo dopo il tragico evento ad una partita dell’Inter, la sua squadra del cuore.

Ci auguriamo che Bruno possa riprendersi al meglio e godersi tutte le persone che gli sono accanto e che gli vogliono bene, come il figlio che ha riaccolto il padre risvegliato dal coma con le parole “Papà sono orgoglioso di te”.

Parole semplici… ma efficaci.

 

Caterina Perilli

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