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Bricolageuando e come irrigare

 Le piante cui è assicurato un buon rifornimento idrico crescono forti e rigogliose; quando l’acqua scarseggia, invece, le piante ingialliscono e non è raro che durante i mesi più asciutti muoiano.

In generale possiamo dare un’idea dell’importanza dell’acqua per le culture ricordando che, per produrre 18 g di sostanza secca, una pianta deve “consumare” da 300 a 500 g di acqua e che questo può avvenire in meno di una giornata.

L’ANNAFFIATURA

L’ANNAFFIATURA

Per continuare a svilupparsi, il prato abbisogna di un notevole quantitativo d’acqua soprattutto in estate, quando il caldo è più intenso. Dal momento che in questastagione le precipitazioni atmosferiche sono generalmente modeste e poco frequenti, è necessario sopperire con piogge artificiali.

L’annaffiatura è un’operazione solo apparentemente facile; bisogna infatti tener conto di una molteplicità di fattori: il regime delle piogge nella zona in cui ci troviamo, la capacità del terreno di trattenere l’acqua (i terreni fini, argillosi la trattengono meglio di quelli grossolani, sabbiosi), la presenza di una falda acquifera più o meno profonda, le buone sarchiature che riducono l’evaporazione al livello del suolo conservando le riserve di umidità, l’intensità dell’irraggiamento solare che determina una maggiore o minore evaporazione o traspirazione delle piante (cioè una sottrazione di acqua evaporata attraverso le parti verdi).
Per non avere spiacevoli sorprese è inoltre fondamentale conoscere il fabbisogno idrico di ogni coltura: certi ortaggi biennali se annaffiati troppo poco tendono ad andare a seme prematuramente.
Occorre infine ricordare che senza un’adeguata irrigazione i fertilizzanti non possono svolgere la loro azione benefica: se l’acqua è scarsa, non è raro che a fine stagione si trovino ancora nel terreno dei
granuli di fertilizzante non assimilati.

GLI IRRIGATORI

irrigatore

A seconda delle dimensioni e dello sviluppo geometrico del prato, vengono impiegati irrigatori con diverse caratteristiche e potenzialità.
Il concetto fondamentale è che l’acqua deve provenire da un irrigatore simulando il più possibile il fenomeno della pioggia.
Per ottenere questo risultato è bene impiegare irrigatori di ottima qualità e scegliere il sistema di distribuzione più adatto a seconda delle caratteristiche dell’area da annaffiare. Gli irrigatori possono essere quadrangolari, circolari o a settori.
Gli irrigatori quadrangolari possono essere impiegati con profitto su superfici rettangolari di piccole e grandi dimensioni; un particolare dispositivo garantisce un’irrigazione omogenea, senza la formazione

di pozzanghere. Se nel giardino o sul prato è presente una zona che non deve essere bagnata, è consigliabile adottare il modello a settori: la sua gettata può essere regolata in continuo e delimitata in settori circolari fino
al cerchio pieno.
Quale che sia il sistema di irrigazione adottato, occorre sempre prestare la massima attenzione ai collegamenti fra tubi: in presenza di perdite, la formazione di grosse pozzanghere è inevitabile, e le conseguenze sul prato irreparabili.

IMPIANTO SOTTERRANEO

Un sistema di sicuro affidamento è quello di adottare un impianto d’irrigazione sotterranea con punti d’acqua collocati in posizioni strategiche.
Quando si apre il rubinetto, si dà luogo a uno spruzzo che raggiunge tutte le zone del prato.
L’ideale, naturalmente, è realizzare l’impianto in contemporanea alla sistemazione di un nuovo tappeto erboso, ma se si intende adottare questo sistema su situazioni di verde preesistente, è facile ripristinare il manto danneggiato.

IRRIGAZIONE AUTOMATICA

Durante il periodo estivo, in caso di ferie o di assenza del proprietario, il problema
dell’irrigazione è facilmente ovviabile applicando all’impianto una centralina elettronica in grado di sostituire de tutto l’intervento manuale.
In commercio è possibile reperirne di ogni tipo e di qualsiasi prezzo.
Questi minicomputer consentono di programmare il numero di distribuzioni d’acqua giornaliere volute e la durata di ciascun ciclo d’irrigazione (variabile di giorni della settimana nei quali si desidera che il giardino sia irrigato).

La centralina viene applicata al rubinetto; rispondendo alla programmazione, il computer aziona un’elettrovalvola che lascia passare o arresta il flusso dell’acqua.

PERIODI E QUANTITA’

quando irrigare

A parte le prime settimane di vita di un nuovo manto erboso, in cui è consigliabile
irrigare con maggiore frequenza anche se poco per volta, il prato va bagnato tenendo conto delle precipitazioni, dell’esposizione al sole, della temperatura e ovviamente del tipo di terreno. Frequenza e quantità dell’irrigazione possono perciò variare in misura considerevole.
In linea di massima, tuttavia, con tempo piuttosto caldo e prato in buone condizioni, si può ragionevolmente affermare che l’intervallo ideale tra un’irrigazione e l’altra è di uno-due giorni.
La dose media di acqua va da 10 a 25 litri per mq ore del tramonto, in modo che l’erba e il terreno rimangano umidi tutta la notte e le radici abbiano il tempo di assorbire le sostanze nutritive necessarie.

Se si irriga di giorno, si rischia una forte evaporazione, che secca il terreno rendendolo duro e pieno di screpolature.
Sono inoltre da evitare irrigazioni fitte e di breve durata: così facendo l’acqua non ha il tempo di penetrare nel terreno e le piantine di erba sono stimolate a sviluppare le radici solo in superficie. Questo va a discapito della radicazione più profonda, che porta alla pianta maggiori sostanze nutritive.
Un’irrigazione esagerata è dannosa, perché i pori del terreno vengono chiusi e le radici non ricevono aria  sufficienza: il risultato è una pianta striminzita.
Per tutte le piante, l’acqua migliore è quella piovana, che è addirittura indispensabile per le piante calcifughe (che non tollerano calcare), come i rododendri, le camelie e tutte le ericacee. Si può raccogliere con facilità in barili o recipienti collegati alle grondaie dei tetti. Per prevenire l’inaridimento del suolo  risparmiare acqua si può ricoprire il terreno, in primavera e in autunno, intorno alle piante con una buona pacciamatura: si tratta di spargere sul terreno del materiale organico che contribuisce a trattenere l’umidità.

Tipi di piante

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