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Chi soffre di tiroide ha diritto allinvalidità? Una domanda che si fanno i pazienti e i loro parenti e che ha ha anche una risposta diretta da parte dell’Inps: esiste infatti un Bonus destinato ai pazienti di questi tipo e arriva sino ad un massimo di 550 euro l’anno sotto forma di esenzione dai ticket, a patto che si rispettino alcuni precisi paletti.

L’invalidità è riconosciuta a tutti quei pazienti che soffrono di alcune patologie ed è riportata in una precisa tabella. Intanto la percentuale di invalidità riconosciuta dall’Inps deve essere superiore al 33%, altrimenti non si può nemmeno presentare la domanda per il bonus tiroide. In particolare chi soffre di iperparatiroidismo primario ha una percentuale fissa che va dal 50% all’80%, chi soffre di ipoparatiroidismo non suscettibile di utile trattamento ha una percentuale dal 91% al 100% mentre è del 100% per l’ipotiroidismo grave con ritardo mentale.
Se quindi la disfunzione della tiroide provoca una patologia grave e accertata come invalidante, quindi con una riduzione della capacità lavorativa ma anche delle normali faccende di vita quotidiana, e questo viene riconosciuto dalla Asl di competenza con la comunicazione che poi viene girata all’Inps, allora sui può presentare domanda per accedere al Bonus tiroide.

Si tratta di un’esenzione dal pagamento del ticket nei casi di tiroidite autoimmune e quindi i pazienti ai quali viene diagnosticata questa patologia sono esentati dal pagamento di visite ed esami prescritti dai loro medici curanti per tenere sotto controllo la malattia.
In particolare rientrano in questa categoria l’anamnesi oltre a tutte le valutazioni ele visite successive alla prima, l’ecografia di testa e collo, lìecografia di ghiandole salivari, collo per linfonodi e tiroide-paratiroidi, il prelievo venoso, l’emocromo, la triodotironina libera, l’alanina aminotrasferasi, la tireotropina e la tiroxina libera.

Secondo la normativa italiana vigente, in particolare la Legge 104/92, più cresce la percentuale di invalidità e maggiori sono le agevolazioni. In particolare nel caso venga riconosciuta un’invalidità superiore al 74%, a seconda anche del reddito, al malato viene riconosciuto il diritto ad un assegno pari ad un massimo di 550 euro l’anno, mentre gli invalidi al 100% hanno anche diritto alla pensione di invalidità e all’assegno di accompagnamento.
In ogni caso con una percentuale di invalidità superiore al 46% (secondo la tabella Inail ed il parere della commissione Inps) anche il malato alla tiroide può essere inserito nelle categorie protette del lavoro.

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