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La bomba a Manchester è esplosa intorno alle 22,30 di ieri sera (ora locale) al termine del concerto di Ariana Grande nell’area del foyer, tra giovanissimi che si apprestavano ad uscire e palloncini rosa che si riversavano sullo stadio Manchester Arena, il secondo più grande d’Europa dopo quello di Anversa, capace di ospitare fino a 21.000 persone.

La polizia ha confermato che si tratta di un atto di terrorismo, il kamikaze suicida è stato identificato secondo quanto riporta la Cnn.

La premier britannica Theresa May ha sospeso la campagna per le elezioni anticipate previste per l’8 giugno ed ha presieduto a Londra il Cobra (Comitato di emergenza per la sicurezza).

E’ sceso in campo il North West Counter Terrorism Unit.

Sul luogo dell’attentato lavorano e sorvegliano decine di agenti ed ambulanze, un elicottero sorvola la zona.

Evacuato l’Arndale shopping centre di Manchester, deviati i treni in transito nella città e chiusa la stazione di Manchester Victoria.

 

Bomba a Manchester: il triste bilancio

L’esplosione della bomba a Manchester ha provocato 22 morti, 12 dispersi e 120 feriti.

La prima vittima accertata è una sedicenne, identificata dall’Independent col nome di Georgina Bethany Callander. Per ora, non risultano italiani coinvolti.

Non sono stati resi noti i nomi delle vittime (soprattutto ragazzini) accorse allo stadio per partecipare al concerto di Ariana Grande, la 23enne pop star americana nuovo idolo dei giovanissimi che ha twittato il suo messaggio: “Distrutta, mi spiace tanto, non ho parole”.

Il prossimo concerto a Londra previsto per giovedì resta un bel punto interrogativo.

Ariana pare abbia deciso di interrompere i concerti in Europa del suo tour mondiale, inclusi il concerto programmato per il 15 giugno al Palalottomatica di Roma ed il concerto del 17 giugno al Pala Alpitour di Torino.

Fra le testimonianze, un certo David Richardson che racconta: “Le persone stavano iniziando ad uscire, mi sono voltato a sinistra ed ho sentito un’esplosione a 12 metri da noi, vicino ad una delle uscite. Si è sentita un’altra esplosione, abbiamo visto fumo e tutti sono scappati”.

 

Una sola bomba a Manchester o due?

Inizialmente, si parlava di due o più deflagrazioni, in seguito ne è stata confermata una soltanto, una bomba a Manchester Arena individuata nella zona del foyer, nei pressi delle biglietterie, appena fuori dall’area degli spalti.

Una sola, potente deflagrazione avvenuta all’interno dello stadio, subito dopo la discesa dal palco di Ariana Grande e mentre la folla si riversava verso l’uscita dello stadio.

Si tratterebbe di una bomba artigianale contenente dadi e bulloni.

Un altro sospetto ordigno è stato rinvenuto dalla polizia nel Cathedral Gardens, vicino allo stadio ma si è trattato di un falso allarme: è stato fatto brillare, era soltanto un pacco di vestiti abbandonati.

 

Chi è il kamikaze ed eventuali complici

il 23enne kamikaze che si è fatto saltare in aria si chiamava Salman Abedi: figlio di una coppia di rifugiati libici, nato a Manchester nel 1994 e già noto alle autorità britanniche.

La polizia ha perquisito alcuni palazzi nell’area di Whalley Range, ha fermato un 23enne e sta tuttora indagando per scoprire se Abedi fosse un ‘lupo solitario’ o membro di una cellula jihadista.

Dopo la bomba a Manchester, Theresa May ha presieduto il comitato di emergenza per la sicurezza Cobra: conferma che “resta alto l’allarme” e ritiene probabile un ulteriore attentato terrorista.

Isis ha rivendicato l’attentato tramite l’agenzia Amaq sottolineando che è stato uno dei suoi membri a compiere l’attacco. L’ha riferito il Site, il portale Usa di monitoraggio dell’estremismo sul web.

Sui canali che sostengono lo Stato islamico circola un video diffuso dall’Isis: dura 16 secondi e mostra il volto completamente coperto da una sciarpa kefiah di un terrorista celato dietro un drappo nero.

“In nome di Allah, il misericordioso e il generoso, questo è solo l’inizio: i leoni dello Stato islamico iniziano ad attaccare tutti i crociati. Allah Akbar”.

Il terrorista, dopo aver pronunciato queste parole, solleva un cartello bianco che riporta in inglese e in arabo la scritta “Manchester, 2017-05-22”.

Bomba a Manchester: più sanguinosa dei precedenti attacchi

La bomba a Manchester esplosa ieri sera alle 22,30 si rivela l’attentato terroristico più sanguinoso, nel Regno Unito.

Il più sanguinoso dal 7 luglio 2005, anno in cui si verificò una serie di attacchi suicidi compiuti da 4 terroristi islamici britannici che ferì 700 persone e ne uccise 52.

Ricordiamo l’attacco del 22 marzo, quando un attentatore si è lanciato contro la folla a bordo di un’auto, sul ponte di Westminster uccidendo 4 persone. Non contento uscì dall’auto per uccidere un agente di polizia, prima di essere freddato dagli altri agenti.

 

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