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I biscottini a basso indice glicemico , sono quelli siti in quel luogo che sembra piu uno scaffale di una farmacia (biscotti anti colesterolo, probiotici, antiradicali..) che altro. La confezioncina azzurra di questi biscotti fa poco alimentare e molto farmacia. Il barbatrucco dell’industria è questo: si toglie dai biscotti ogni sostanza nutritiva a) perchè le cose buone costano, b) perchè i nutrienti sono tali anche per i batteri e gli enzimi (mica scemi) e quindi sarebbero prodotti che si rovinano piu facilmente, meglio creare cibo vuoto che gli enzimi schifano, e che dura per sempre c) perchè le notizie dei media, false e tendenziose, hanno portato a isterismi contro ogni tipo cosa, burro, uova, grassi, e non è rimasto che la candida farina bianca. Togliendo tutto questo, il prodotto fatto di zucchero e farina bianca ha un indice glicemico epico. E qui scatta l’ingegno.

Biscotti con amido resistente difficili da assimilare

Creiamo un prodotto con molto amido resistente (amido che si è “riarrangiato” ed è diventato inaccessibile agli enzimi, quindi non assimilabile, come ad esempio nel pane raffermo, bruscato, nelle patate lesse, una volta freddate, ma questa roba non fa figo, quindi la si butta via), e lo vendiamo come l’uovo di colombo.E pensare che invece di pagare soldoni per questa chicca, basterebbe abbassare l’indice glicemico di qualsiasi biscotto, mangiandoci assieme una qualsiasi proteina, o meglio ancora, dare il biscottino al gatto, se lo mangia, ma dubito, e farsi da se i biscottini, mettendoci dentro tutto quello che serve a farli buoni e a renderli un cibo e non un esempio di ingegneria genetica, e incredibilmente, con un bassissimo indice glicemico. I tentativi dell’industria di adeguarsi agli sciami salutistici mi diverte, il problema è che molti, moltissimi per scaricarsi la coscienza e pensando di farsi del bene, invece di cambiare davvero il rapporto con il cibo, iniziando a mangiare cibo vero, cambieranno solamente marca di biscotti, perchè cambiare davvero, capire, prendersi la responsabilità delle proprie scelte senza delegare nessuno, è la cosa piu difficile.

Ps. a proposito dell’indice glicemico di un cibo, o IG, teniamo presente che questo è un parametro ormai vecchio e superato, soppiantato dal Carico glicemico di quel cibo, o ancora meglio, il Carico dell’intero pasto, i due indici stanno tra loro come la teoria alla pratica.

Post Facebook della Biologa Nutrizionista Manuela Navacci

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