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100 bicchieri di vino rosso contro il cancro? Questo è quello che ha scoperto un biologo australiano.

Uno studio condotto dal biologo australiano David Sinclair dell’Università del Nuovo Galles del sud ha ottenuto un risultato davvero sorprendente: il vino rosso, o meglio il resveratrolo, un fenolo rinvenuto nella buccia dell’uva, è in grado di curare il cancro. Davvero un’ottima notizia, se non fosse che per avere questo effetto bisognerebbe berne ben 100 bicchieri al giorno, una quantità di gran lunga superiore alle dosi consigliate dagli stessi medici per un consumo sano di questa bevanda.

Per questo motivo, i ricercatori stanno lavorando per arrivare a una soluzione che non preveda il consumo di alcol. Questa potrebbe consistere nella creazione di pastiglie contenenti la quantità di fenolo corrispondente a 100 calici di vino. I primi risultati, sperimentazione permettendo, dovrebbero arrivare tra cinque anni.

Bere vino fa bene alla salute

In vino veritas dicevano gli antichi per indicare che quando si beve ci si lascia andare anche nei pensieri. Il vino, che in passato era stato demonizzato perchè fa male, oggi è rivalutato grazie ai suoi benefici. Di cosa stiamo parlando? Ecco alcuni esempi:

1 Nel vino è presente una sostanza chiamata resveratrolo, cioè un polifenolo con proprietà antiossidanti che agiste sul rallentamento del processo d’invecchiamento.

2 Abbassa colesterolo, trigliceridi e glicemia basale.

3 L’assunzione moderata di vino sembra avere anche un effetto benefico sulle ossa, contrastando l’osteoporosi sia negli uomini che nelle donne.

Palcohol, l’alcol in polvere

La Lipsmark ha inventato l’alcol in bustine

Alcol in polvere: è questa l’invenzione della Lipsmark, una società dell’Arizona fondata da Mark Philips. L’imprenditore ha lanciato il Palcohol  e si sta dando da fare per ottenere i permessi per poter mettere in pratica la sua idea e commercializzarla.

Ma le organizzazioni contro l’abuso di alcol e diversi politici statunitensi si sono messi di traverso e vogliono impedire che un tale prodotto arrivi sul mercato.

L’azienda vorrebbe venderlo in bustine monoporzione contenenti la bevanda in polvere: basterà aggiungere la quantità d’acqua indicata sulla confezione e agitare per una trentina di secondi o fino al totale scioglimento della polvere. Il prodotto ottenuto potrà essere bevuto come un normale alcolico.

Al momento della messa in vendita, spiegano sul sito di Palcohol, saranno disponibili sei diversi drink ottenibili mischiando due basi: vodka e rum. A queste sarà possibile aggiungere parti liquide di altre bevande, come Coca-Cola, lime, succo d’arancia, la scelta cambierà ovviamente a seconda del cocktail che si vorrà ottenere.

Mischiando la polvere di Rum, Coca-Cola e lime si ottiene un Cuba libre, sciogliendo quella di Vodka nel succo d’arancia si potrà bere uno Screwdriver.

Le altre quattro versioni di Palcohol si ottengono mischiando una delle due basi con altre polveri per farsi un Cosmopolitan, un Mojito, una Powderita (simile al Margarita) e un Lemon drop.

Il TTB, l’Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau, ha dapprima dato il permesso per la commercializzazione, salvo poi ritirarla. Passo indietro che la società di Philips ha spiegato sottolineando che la mancata approvazione era dovuta a un errore stampato sulle etichette sottoposte al TTB.

La messa in vendita, secondo quanto dichiarato dai suoi ideatori, dovrebbe avvenire in autunno. Polemiche permettendo.

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