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Stacchio: “Non sono un eroe. Avrei provato a salvare il rapinatore”

“Non sono un eroe né un modello da imitare. Né tanto meno un simbolo. La gente non deve sparare in mio nome, né in Veneto né in Sicilia. Non è che adesso ognuno si deve sentire autorizzato a sparare. Sennò che cosa facciamo, il Far West?”. Chi parla è Graziano Stacchio, il benzinaio che lo scorso 3 febbraio ha ucciso un rapinatore con un colpo di fucile.

“Sono allergico alla violenza, dono sangue da trent’anni, vado a caccia ma mai avuto il pallino delle armi”, rivela nel corso di un’intervista rilasciata a Repubblica.

Non vuole diventare un esempio da seguire “L’effetto mediatico mi ha stordito. Però davvero non possiamo vivere in un mondo che va in questa direzione. Non voglio rassegnarmi alla legge della giungla, al terrore, che lavori e torni a casa guardandoti alle spalle.”

Stacchio avrebbe voluto soccorrere il rapinatore “Il mio è stato un atto di istinto, di disperazione e di umanità. Ma se i suoi complici l’avessero lasciato lì, gli avrei messo subito un laccio emostatico, avrei provato a salvarlo. Lo giuro sui miei figli e nipoti.”

Il benzinaio ha incassato la solidarietà del leader della Lega Nord Matteo Salvini e il 14 marzo, a Vicenza, sarà guest star della “Festa della sicurezza” “Il problema è che la gente ha paura, sta perdendo la testa. La sicurezza è un tema che non ha colori. Dovrebbe essere di tutti, di destra di sinistra e di centro”, conclude.

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