Foto: Axios

Elena Delle Donne è nota come la migliore giocatrice del basket WNBA.

La ragazza, è affetta dalla malattia di Lyme cronica, da circa 12 anni. Il pallacanestro femminile è per lei tutto: non è soltanto una passione ma anche un modo per ricoprire le spese economiche delle cure. Allo stesso tempo però, a causa del Coronavirus, non potrà riprendere il campionato per un po’.

Da ciò è facile dedurre che senza percepire lo stipendio, Elena non potrebbe curarsi, rischiando di morire. Ma c’è un altro paradosso: lei a prescindere non dovrebbe giocare, in quanto rischierebbe di prendere il Covid-19. E per lei sarebbe un colpo grosso, vista la debolezza del suo sistema immunitario.

Così, la cestista ha deciso di sfogarsi, scrivendo una lettera per “Players Tribune”. Ecco alcune sue parole in merito:

 “Prendo 64 pillole al giorno. E’ l’unico modo per continuare a fare quello che amo, giocare a basket, e provare a vivere una vita normale. Mi è sempre stato detto che, nella mia condizione, anche un raffreddore può essere pericoloso. Quando il Coronavirus ha iniziato a diffondersi, ho iniziato a prendere tutte le precauzioni possibili. Io amo giocare a basket, ma adesso è una questione di vita o di morte”.

Ed ha aggiunto:

“Quando ho saputo che i medici federali hanno respinto la mia richiesta di fermarmi onestamente sono stata male. I soldi dello stipendio mi servono per pagare le medicine e per vivere. Il mondo dove per anni ho dato sangue, sudore e lacrime è come se mi avesse tradito”.

La decisione della squadra

Elena Delle Donne è arrivata dinanzi ad un bivio che mette a rischio la sua salute.

Ma se da una parte i medici federali hanno declinato la richiesta di stop, la sua squadra (Washington Mystics), ha dichiarato che Elena riceverà la retribuzione mensile anche se dovesse scegliere di non giocare.

Insomma, un vero e proprio gesto di solidarietà!

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