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Bamnino che si distacca dai genitori

Un cambiamento sostanziale attorno ai sei anni avviene nel bambino una sorta di rivoluzione copernicana. Prima di questa età il centro del suo universo erano i genitori; il bambino associa l’ affetto alla assunzione del nutrimento dal seno materno, loro erano la sicurezza, con la loro presenza protettrice e garante del futuro, loro erano i modelli a cui unifotmarsi, ricalcandone perfino posture e frasi. Ma verso i sei anni, cambia tutto.

L’interesse si rivolge ora verso ilmondo esterno, le compagnie di coetanei e lo sport uno dei giochi preferiti è quello dell’esploratore ; I più grandicelli vengono ascoltati come oracoli. La sicurezza ora viene dal gruppo la classe. La compagnia, la squadretta sportiva, dove il bambino sente che può cimentarsi e realizzarsi. I suoi modelli diventano i compagni più bravi , pur continuando ad amare i genitori. Il bambino, che fin qui aveva solo osservato il mondo esterno da lontano, ci si tuffa, assumendo per la prima volta un ruolo pro-prio, anche se limitato. Nella società. Si evolve anche il suo carattere assume atteggiamenti nuovi, di maggior indipendenza dai genitori e dagli adulti in generale. Improwisamente ha più interessi, sembra un po’più adulto. I genitori non se ne preoccupino va tutto bene. È normale che ciò avvenga a questa età.

Bambino 6-10 anni scuola

Che abbia o no già vissuto l’esperienza dell’asilo nido o della scuola materna, il bambino inizia a sei anni a frequentare Ia scuola elementare, quella cosiddetta dell’obbligo. E anche qui si registra un vistoso cambiamento.

L’asilo era una riproduzione, agrandi linee, della famiglia, inquanto cercava di ricostituirne il calore affettivo. Favorire le propensioni spontanee, come il disegno e le costruzioni, era un piccolo mondo con una minuscola comunità coesistente in modo non competitivo.

Mentre la scuola elementare, fornendo conoscenza, favotisce l’ evoluzione del bambino verso ciò che è fuori dalla famiglia. Gli insegnano  infatti a leggere e a scrivere, e poi, grazie a queste due nuove abilità, a rendersi conto di come vivono gli altri, siano vigili oppure operai, di come funzionano le macchine, di cosa viene allevato o prodotto in campagna, o di come è articolata la sua città, più tanti altri argomenti.

Ma oltre che scuola di conoscenza, le elementari sono anche scuola di vita. Insegnano, cioè,come inoltrarsi in una società e in un mondo dove esistono rapportidi forza, convenzioni, gerarchie estrutture che, anche se non condivise, non possono essere ignorate. Insegnano ad andare d’accordo con i compagni di classe a svolgere lavori di gruppo.

Lo studio

La naturale propensione adapprendere, o domanda di conoscenza del bambino, trova la suarisposta nelle varie materie di  insegnamento dei cinque anni delle elementantari più queste matene saranno supportate da esempi concreti, meglio verranno capite e assimilate. A questo punto si evidenzia l’importanza fondamentale del personale docente.

È il maestro, infatti, che deve saper dare spazio agli esempi concreti, con professionalità e fantasia, per rendere comprensibili le sue materie il bambino impara e ricorda ciò che per lui ha un significato.

Bambino 6-10 anni non vuole andare a scuola

A volte, però, un buon maestro non è sufficiente. Il bambino è svogliato, non studia, o lo fa male. perché qualcosa non va come dovrebbe. Ecco qualche ipotesi esemplificativa sulle cause di scarso rendimento:

a) problemi fisici, come difetti nella vista o nell’udito

b) carenza di adattamento alla classe, come disaccordo con alcuni compagni

c) Stati di ipenensione, collegati a disagi familiari

d) timidezza eccessiva e conseguente paura di non farcela.

In ogni caso, occorre cercare dicomprendere il motivo dell’insuccesso e poi vedere di intervenire.

Occorre anche tenere presente che il bambino, qualunque sia il suo atteggiamento, anche assente o strafottente, non è contento del proprio insuccesso, anzi ne soffre. Pertanto, è inutile sgridarlo e punirlo o umiliarlo confrontandolo con i compagni migliori. Lui ha bisogno di amore e di essereaiutato, capito, incenuvato dever endetsi conto che ce la può fare.

Bambini 6-10 anni cosa amano leggere

I giornalini a fumetti sono la lertura preferita di moltissimi bam-bini, ma anche di alcuni adulti (dicerto più di quanti non si creda!).Perché? Il motivo sta nel fatto che danno, in chiave modpma. Ie stesse emozioni che davano romanzi di Cappa e Spada una serie dove il malvagio viene,alla fine, battuto dail’eroe buono.

A questa specie appartengono i fumetti morali, che raccontano le loro storie in tutta serietà oppure comicamente. Poi ci sono altri fumetti che, invece, esaltano il cattivo, il gangster o lo sfaticato.Questi esorcizzano il male che rappresentano.

Nella natura del bambino esistono anche le pulsioni negative, dicui riesce a liberarsi in partevedendole incarnate nei personaggi dei fumetti. I genitori accettano di solito piùdi buon grado i primi, che possono essere letti anche verso i sei, sette anni (non dimentichiamoche sono anche un esercizio di lettura…). Per gli altri, sarebbe opportuno attendere qualcheanno, ovvero una maggior maturità. In ogni caso, non ci dovrebbero essere divieti formali, ma ragionamento e dialogo.

La televisione

Anche se molti se ne sono stancati da tempo, è piuttosto difficile immaginare che un bambino possa ignorare totalmente la televisione. Che la limiti, invece, è importante. Se si riesce a fargli capire che la tv ha ma sua funzione positiva euna negativa, la sua successiva limitazione diventa implicita. Dauna parte informa con i suoi telgiornali sui fatti di cronaca nel mondo, trasmette i fatti più avvincenti dello sport, propone cartoni animati e qualche altro spettacolo divertente. Dall’altra, propina chilometriche pubblicità e spettacoli meìensi, diventando incubatrice cli sonnolenza.

Evidentemente, se il bambino viene lasciato davanti all’apparecchio perché cosi non dà noia,non ci si può aspettare altro che,dopo un alto numero di ore giornaliere, diventi tele dipendente.
Il bambino non è dotato di sens ocritico innato, ma di un enormeinteresse per tutto ciò che Io circonda perciò tende a prestare attenzione a tutte quelle cosenuove che gli vengono proposte.

Se si tratta di un’illustrazione, ne esamina le componenti e poi passa ad altro. Ma nel caso della tv, le illustrazioni, ovvero le immagini, sono tante perché inmovimento e cosi il bambino apparentemente non se ne stanca,perché c’è sempre altro da vedere. In realtà invece si stanca, matende a rimanete davanti alloschermo quasi ipnotizzato dai colori e dal movimento.

Sta ai genitori aiutare il bambino a formarsi un senso critico e, perfar ciò, occorre stare con Iui,vedere insieme alcuni spettacoli, osservare le sue reazioni e discutere con lui di quello che si èvisto. Avendone notato le reazioni di maggior gradimento, i geni-tori possono assecondarne aigu-ne, dimostrando di condividere le sue scelte e, così. Gratificandolo, la cosa migliore sarebbe quella diPreferire alcuni spettacoli, infasce orarie possibili, da vedere in sua compagnia. per commentarli,giorni e dialogarne, in modo tale da far diventare la tv uno spunto per lo scambio di idee, q u a si un mezzo di convivialità. 

Violenza nei programmi tv

È opportuno che fra le tante possibili, qualche chiacchierata venga
fatta a proposito della violenza ricorrente nei programmi dellatelevisione, cercando di cMarire

a] che si tratta di teatro, dove tutto è finto, effetti speciali

b) cosa avviene in realtà sul set, dove fingono di picchiarsi sfiorandosi solo con pugni o altro

c) in cosa consistono gli effetti speciali, come la sovrapposizione di immagini, e l’ impiego di fondali disegnati

d) come vengono costruiti i mostri, gli androidi e gli alieni,grazie all’impiego del trucco e delle maschere

e) di quali materiali sono fatti gli animali preistorici della tv quanta tecnologia sta alla base del loro movimento

I) che i produttori con poche idee sono quelli che ricorrono alla scelta degli spettacoli di violenza

g) che quelli intelligenti riescono ad interessare il pubblico anche con altri mezzi come, ad esempio, la comicità,  humour ed il sentimento.

In conclusione, mentre è vero che la rappresentazione della brutalità tende ad esorcizzare quella che è in noi, è anche vero che la violenza e il sesso rappresentati in maniera molto realistica nonsono formativi e neppure adatti ai bambini. Comunque importante sottolineare che la televisione ha anche una funzione informativa e didattica che è positiva, ma è ancheinconfutabile affermare che una sua fruizione acritica e prolungatarisulta negativa.

Lo sport

E’ bene avvicinare il bambino allo sport non appena possibile,tenendo sempre conto, però,delle sue effettive possibilità.

Vantaggi sono molti : stare all’aria aperta, trovarsi con i compagni, imparare a fare sempre meglio, rallegrarsi di ogni progresso e gioire insieme per il successo.

Tutti questi vanno di pari passo con il progressivo tonificarsi del corpo e del carattere.

Esistono, tuttavia, anche delle controindicazioni, che vanno prese in seria considerazione, come ad esempio l’inadeguatezza del fisico del bambino di fronte agli sforzi richiesti da alcune specialìtà, il pericolo di fratture e distorsioni. C’è uno sport che viene sempre consigliato perché quasi privo di aspetti negativi : il nuoto.

Bimbo: il disegno ed il suo significato

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