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Tablet ai bimbi: sì o no?

I tablet rappresentano sempre più un oggetto imprescindibile per gli adulti, ma questo apparecchio tecnologico ha ormai fatto il suo ingresso anche nel mondo dei bambini. Sono sempre di più, infatti, i cuccioli d’uomo che utilizzano abitualmente tablet e cellulari di mamma e papà: li chiamano i nativi digitali. Un sondaggio effettuato su scala mondiale da Imaginarium, famosa catena spagnola specializzata nell’infanzia, ha rivelato che su 10 mila persone intervistate il 64,4% possiede un tablet e che il 94,58% di queste consente ai figli di farne uso.

L’opinione su tale comportamento non è univoco: ci sono genitori che vedono nei tablet un nuovo metodo di apprendimento, e chi, al contrario, cerca di tenerli lontani dai propri figli. Diverse le considerazioni anche da parte degli studiosi.

Gli effetti dei tablet

Sanno usare i tablet ma non le costruzioni e non sono neanche più in grado di socializzare: è questo l’allarme lanciato da Association of Teachers and Lecturers, sindacato degli educatori britannici “Ho parlato con diverse maestre di scuola materna – racconta uno degli insegnanti dell’associazione al Guardian – e sono preoccupate per il numero sempre più alto di bambini che sanno come far scorrere uno schermo ma hanno poche, se non nessuna, abilità manipolative con le costruzioni, o non sono in grado di socializzare con gli altri, ma i cui genitori parlano con orgoglio di come sanno maneggiare smartphone e tablet.”

 Il sindacato ha posto l’accento anche sulle conseguenze che questi apparecchi possono avere sulla concentrazione dei piccoli, considerando assolutamente necessari ulteriori studi sugli effetti dei gadget elettronici. Conseguenze psicologiche ma anche fisiche. Una ricerca britannica ha infatti dimostrato che i bambini abituati a giocare con il tablet sono maggiormente soggetti a sviluppare una postura sbagliata e uno stile di vita sedentario, con tutte le conseguenze che ciò è in grado di provocare.

tablet bambino

Tablet e i lati positivi

Non tutti gli studiosi, come anticipato in precedenza, sono votati alla demonizzazione di tali strumenti. Alcuni vedono nei tablet un concentrato di potenzialità infinite e metodo di apprendimento indipendente e autonomo. A differenza della televisione, il tablet non crea un rapporto di tipo passivo con il bambino ma lo incoraggia a sviluppare attivamente il pensiero, non causa un suo isolamento e provoca meno problemi comportamentali. Il tablet è pieno di funzionalità e può essere ulteriormente arricchito scaricando programmi e contenuti che favoriscano il confronto, l’apprendimento, l’interazione sociale.

Ed è qui che entrano in scena i genitori: il tablet può rivelare i suoi lati positivi solo sotto la supervisione degli adulti. Mamma e papà devono vigilare sulla scelta dei programmi da scaricare e su modalità e tempi di utilizzo del tablet da parte dei figli. Ciò che rende alcuni studiosi meno diffidenti nei confronti di questi apparecchi è proprio l’aumento dei genitori consapevoli. Secondo la ricerca condotta da Imaginarium, la limitazione delle funzioni e il controllo delle applicazioni scaricate è fondamentale per il 54,48% dei genitori, mentre l’82,59% consente ai figli di utilizzare il tablet meno di un’ora al giorno.

Uso corretto del tablet

Vediamo in maniera schematica in cosa consiste l’utilizzo giusto del tablet: scegliere i programmi e le applicazioni adatte all’età del bambino; limitare il tempo di utilizzo a non più di due ore al giorno; impedire o supervisionare l’accesso a internet; controllare il comportamento del bimbo e capire quando è il momento di dire “basta”.

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