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Una pattuglia in borghese al porto di Genova nota un paio di macchine posteggiate in attesa dell’imbarco per la Tunisia.

Le auto di un noto marchio francese sono nuove fiammanti e cosa strana hanno entrambe il deflettore infranto.
La polizia si apposta e nota, dopo pochi minuti, un cittadino algerino che, mimetizzato tra i passeggeri, abbandona una busta.
Dentro i poliziotti trovano documenti e targhe originali delle due auto e di altre che, ad un controllo, risultano tutte rubate in Francia negli ultimi giorni.
Un controllo sulle due auto ha rivelato che erano state apposte targhe false francesi con bioadesivo e così la pattuglia chiama i rinforzi della Stradale di Sampierdarena.
I due autisti vengono bloccati e da un controllo sui loro cellulari in breve viene individuato il resto della banda, altri 4 franco-algerini tutti presenti nel gate dove, nascosti tra le persone e con “chiavi artigianali” delle auto in tasca, erano pronti a partire su altre 4 auto con targa falsa e deflettore rotto.
Il piano era questo: le auto tutte nuove o seminuove venivano rubate in Francia, guidate fino a Genova e pronte ad imbarcarsi per la Tunisia con destinazione finale Algeria.
Le auto non essendo di lusso davano meno nell’occhio durante l’esportazione illegale e con i costi contenuti più facili da piazzare.
La scelta di imbarcarsi dall’Italia era dettata dal fatto che, avendo apposto targhe francesi contraffatte, pensavano di riuscire ad eludere più facilmente i controlli. Insomma confidavano nel fatto per gli “italiani” fosse più difficile scoprire le targhe false di un altro Stato.
L’operazione si è conclusa con 7 arresti e 6 auto recuperate e restituite ai proprietari francesi.
La polizia Stradale poi ha comunicato l’accaduto al comandante della nave avvertendolo della possibilità che a bordo fossero riusciti ad imbarcare altre auto rubate. Il comandante, in qualità di ufficiale di polizia, avrebbe quindi chiesto la collaborazione delle autorità tunisine una volta sbarcati.
La partita si è chiusa a Marassi…ma al carcere!

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