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Ebbene sì mie care fumatrici, dall’Australia arriva una ventata di notizie che ci dice che forse è arrivata l’ora di smettere di fumare. L’Australia infatti in questi giorni sta facendo di tutto per annullare la supremazia delle grandi produttrici di tabacco.

L’anonimato delle multinazionali sembra il fulcro di quest’operazione, infatti sui pacchetti di sigarette non ci saranno più né nomi né tanto meno marchi. Non vedremo mai più il cammello sulle Camel o la scritta Marlboro. Questo succede in Australia, ma in questi giorni si inizia a parlare anche della situazione italiana dei fumatori.

A quanto pare la legge sul fumo sarà discussa a settembre, c’è chi vede di buon occhio l’operazione australiana, mentre altri vogliono semplicemente aumentare i prezzi, come si fa ormai da anni.

Dobbiamo avvertirvi di una cosa molto importante: oltre all’anonimato, ovvero al fatto che non ci saranno più scritte e loghi e che il colore di tutte le confezioni sarà verde olivastro, c’è un’altra importante novità, ovvero ogni pacchetto avrà stampata una foto che ritrae le conseguenze negative del fumo, come un tumore alla gola o ai polmoni. Credetemi, sono immagini a dir poco raccapriccianti e soprattutto che colpiscono molto.

Dal canto suo Giacomo Mangiaracina dell’unità di Tabaccologia della Sapienza di Roma spiega: “La soppressione del logo ha un impatto forte sui fumatori, basti pensare a come il brand influisce sull’immagine delle sigarette ad esempio nei film. Queste strategie sono molto migliori delle scritte, che non fanno paura a nessuno e anzi sono una “foglia di fico” per le aziende, permettendo loro di dire che i tabagisti sono avvertiti”

Sicuramente tutto ciò avrà un notevole successo, infatti la campagna può essere definita in un certo senso “estremista” in quanto dopo questo gesto l’unica cosa che resta da fare per impedire queste malattie mortali è rendere illegale il tabacco.

Ora, dopo che avrete visto i nuovi pacchetti di sigarette australiani, vi chiedo: se questa operazione arrivasse in Italia, se anche qui si diffondesse l’anonimato e questi diventerebbero i nuovi pacchetti di sigarette, voi continuereste a fumare? Vi colpirebbero queste immagini?

Caterina Perilli

 

7 COMMENTI

  1. Allora, considerato che a questo mondo decidono tutto loro anche x noi, che nn eliminano i tabaccai, continuano a vendere scrollandosi la coscienza facendo queste cose, nn rinunciano loro x primi a questo super business, sapete che c'è? Io continuerò a fumare finchè saprò dove comprarle, mi comprerò un porta sigarette chic dove traslocherò le sigarette e butterò via il loro pacchetto. Ma insomma…….posso almeno decidere io di che morte MORIRE??????????????????

    • sono immagini orribili!!! ma io dico ma perchè le fanno ste siga del cacchio….siamo sempre alle solite!Mi approprio della facoltà di non rispondere…

  2. Trovo ridicolo questo terrorismo psicologico: ogni fumatore con un cervello conosce i danni causati dal tabacco e non ha certo bisogno d’una campagna “estremista” per smettere. Si pensasse piuttosto a prestare più attenzione alle norme riguardanti la vendita di tabacco ai minori di 16 anni, quello si.
    Poi inoltre trovo sconvolgente l’accenno sul dichiarare illegale il tabacco per due motivi: 1 il fatto che un gruppo ristretto di persone possa privarmi coercitivamente del mio diritto al libero arbitrio 2 possiamo abbuffarci di porcherie chimiche fieramente esposte sugli scaffali dei nostri supermercati e non posso fumare una sigaretta?
    Considerando l’inquinamento ambientale ed atmosferico, gli ormoni utilizzati nel cibo che quotidianamente mangiamo e fattori simili il fumo sembra al mio inesperto sguardo il male minore. Perché il governo non pensa a questi fattori molto più incisivi? Semplice, è più facile mostrare impegno sociale con problemi di più facile risoluzione.
    Alla domanda “se questa operazione arrivasse in Italia, se anche qui si diffondesse l’anonimato e questi diventerebbero i nuovi pacchetti di sigarette, voi continuereste a fumare?” rispondo che non mi comporterei diversamente da ora indipendentemente dalle foto shock. Ed adesso perdonatemi ma mi congedo per una sigaretta

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