L‘attacco di Panico: chi lo ha provato se lo ricorda bene. Per tutti gli altri sappiate che viene definito come ciò che ha provato la povera ninfa.
Quindi alla sensazioni di morte imminente si associano sintomi fisici come palpitazioni, dolore al petto, sensazione di soffocamento… Ecc e questa genera la paura che alimenta l’attacco stesso… Più si ha paura che questi sintomi possano portare alla morte, maggior è la durata dell’attacco che cmq si appresta intoro ai 10-30 minuti.
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Ne vorrei parlare oggi qui perché spesso si tende a sottostimare il problema o a nasconderlo o ad aspettare che tutto passi da sé.
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Non abbiate timore a parlarne col vostro medico di famiglia che potrà:

  1. aiutarvi ad escludere patologie di tipo organico (es. Patologie respiratorie o cardiache o cerebrali che hanno sintomi simili a quelli descritti sopra)
  2. spiegarvi che è importante NON evitare le situazioni in cui si sono verificati gli attacchi, perché questo potrebbe portare a cronicizzare gli attacchi e condurre ad un disturbo di panico, più difficile da trattare… Quindi Evitate di Evitare!
  3. consigliarvi di praticare Attività fisica per migliorare l’umore in generale.
    Il Trattamento è di 2 tipi: la Psicoterapia e i farmaci, ma tra i due la Psicoterapia ha benefici più duraturi nel tempo rispetto al farmaco.
    Perciò il vostro medico di famiglia potrà:
  4. indirizzarvi da un bravo Psicoterapeuta, col quale poi collaborare nel tempo, che vi aiuti a capire l’origine del problema e vi dia gli strumenti per affrontare gli eventuali nuovi attacchi (considerando che talora le persone che hanno avuto un attacco di panico vivono nel terrore di riprovare questa terribile esperienza)
  5. se i sintomi impediscono di affrontare le azioni quotidiane, potrebbe essere necessario prescrivervi dei farmaci (ansiolitici, Antidepressivi) almeno nelle fasi iniziali, nel frattempo che la Psicoterapia vi aiuti ad affrontare il problema.
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    Perciò per quanto riguarda l’attività fisica gli studi per il momento non hanno ancora trovato la giusta quantità consigliabile.
    Però invito tutti a considerarla soprattutto nei seguenti casi:
  • può aiutare a familiarizzare con i sintomi di battito accelerato e respiro affannoso e riconoscerli…Spesso durante un attacco di panico la persona tende ad interpretare erronemente le sensazioni corporee come espressioni di una malattia organica che minaccia la loro vita
  • quando l’attacco di panico è associato ad una forte componente ansiosa
  • quando il paziente non (ancora) accetta la terapia farmacologica o la Psicoterapia.
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    Ebbene dagli attacchi di panico si guarisce se ci si fa aiutare per bene e anche l’attività fisica può fare la sua parte!

Post della dottoressa Fabrizia Graziani

Chi sono le persone più colpite?

Bersagli facili degli attacchi di panico sono sopratutto le persone “dure” che ostentano sempre grande sicurezza.

Solitamente hanno  dai 35-40 anni in su, non manifestano mai dubbi, incertezze, non mostrano fragilità,  non chiedono mai  nulla poichè credono di saper tutto, non lamentano stanchezza, e se hanno un sintomo psichico come ansia o depressione  lo ignorano. Questa è  una tra le tipologie più a rischio di sviluppare attacchi di panico.

Dagli altri vengono  visti come  persone vincenti  invulnerabili, determinati e  dal carattere forte.

In realtà questo modo di vivere e rapportarsi agli altri crea  le basi perché un giorno,  un evento negativo faccia crollare tutto.  Ed ecco che arrivano sgomento, paura del vuoto, angoscia di morte, panico.

Ma come curare il panico?

Superare gli attacchi di panico è una strada che in molti intraprendono, che non tutti percorrono fino alla fine, e che alcuni riescono a percorrere solo chiedendo un aiuto esterno.

Badate bene, chiedere aiuto in situazioni del genere non significa affatto essere deboli, tutt’altro, significa mostrare una grande forza, poiché mostrate di voler arrivare al traguardo che vi siete posti con tutti i mezzi che avete a disposizione, significa avere la forza di affrontare le proprie paure fino in fondo.

Sicuramente questo tipo di persone dovrebbero  sciogliere la corazza difensiva, e mettersi più in discussione.  Poi cercare  uno specialista che aiuti a sciogliere il disturbo, non pensare di farcela da soli prendendo farmaci senza consultare un medico.  Non vergognarsi e accogliere questa fragilità affrontandola. E sopratutto aprirsi finalmente al vero dialogo.

Attacchi di panico rimedi

Con “chiedere aiuto” intendiamo farsi aiutare da una figura professionale come uno psicologo, che saprà orientarvi sulla giusta strada da percorrere.

Probabilmente la strada che molti psicologi vi faranno percorrere è quella del rilassamento, ovvero una tecnica mirata ad una corretta respirazione e che vi insegnerà a rilassarvi e a concentrarvi su voi stessi prima che arrivino quegli attimi di panico totale.

Purtroppo, come molte cose, non c’è una soluzione per tutti gli attacchi di panico in generale.

Certo, possiamo consigliarvi, prima di perdere il controllo, quando i battiti del vostro cuore accelerano, di pensare ad un posto che vi dia una sensazione di felicità, di tranquillità, un posto che conoscete, che avete visto anche solo una volta, ma che vi trasmette quiete e benessere.

Per contrastare questi attacchi però la cosa migliore da fare è cercare di scoprirne la causa, solo così potrete definitivamente sconfiggerli.

C’è una metafora che è perfetta per questa situazione.

Nel film “Il signore degli anelli”, l’anello del potere era stato forgiato da Sauron, l’oscuro signore, a Mordor, nel monte Fato, e solo lì poteva essere distrutto, in altri posti si sarebbe potuto solamente occultare, nascondere, ma mai distruggere!

Così il portatore dell’anello si dovette fare forza e tra mille pericoli dovette arrivare a Mordor per distruggere l’unico anello.

Pensate all’anello come ad un trauma, un qualcosa che non vi fa stare mai tranquilli, che non vi fa dormire la notte. Per essere distrutto l’anello deve tornare nel baratro infuocato da cui è venuto così come voi avete bisogno di tornare a quando il vostro trauma è stato generato. Solo allora, comprendendo ciò che vi serve nel percorso per tornare al monte Fato, potrete disfarvi del vostro anello personale.

Sperando che la metafora sia stata abbastanza chiara, vi lasciamo dicendovi ancora una volta che la vera debolezza sta nel non chiedere aiuto.

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