Arterite di Horton: sintomi, cause e terapia

L’arterite temporale di Horton, nota anche come arterite a cellule giganti, è un’infiammazione che riguarda arterie di medio e grosso calibro. Le più colpite risultano essere quelle che attraversano la testa, in particolare le tempie e il collo, nonostante non sia da escludere un interessamento verso qualsiasi vaso arterioso.

Tale disturbo ha una maggiore incidenza nelle donne tra i 65 e i 70 anni. Il sesso e l’età sono infatti due fattori che aumentano le possibilità di sviluppare la malattia. A cui si aggiunge la provenienza: si nota una maggiore incidenza nella popolazione femminile del Nord Europa, in particolare della Scandinavia. Il motivo, però, non è ancora stato individuato.

Non del tutto chiare neanche le cause. Secondo la tesi più accreditata, l’arterite di Horton sarebbe dovuta a una combinazione di fattori genetici e ambientali.

La sintomatologia, soprattutto nella fase iniziale, risulta poco definita, in quanto riconducibile ad altri disturbi. Sono infatti presenti sintomi simili alla sindrome influenzale, malessere che tende però a peggiorare col passare del tempo e si associa a un persistente dolore alla testa.

Vediamo i sintomi nel dettaglio: cefalea, indolenzimento del cuoio capelluto, perdita della vista, dolore alla mascella, febbre e sintomi influenzali (senso di stanchezza, rigidità e dolore ai muscoli di collo, spalle e anche), gonfiore e indurimento delle arterie interessate, perdita di peso inspiegabile.

Il segnale principale della malattia è il dolore alla testa: può essere diffuso o concentrato solo da una parte.

Ciò non significa che la comparsa della cefalea sia un chiaro avviso della presenza di arterite. Il consulto medico è consigliato in caso di mal di testa persistente e accompagnato da altri sintomi citati in precedenza.

L’arterite di Horton non deve essere trascurata perché può comportare conseguenze anche gravi, come la cecità parziale e totale, dovuta al venir meno dell’irrogazione sanguigna che nutre gli occhi, l’aneurisma aortico e l’ictus.

La terapia più efficace contro questa malattia risulta essere quella a base di farmaci cortisonici.

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