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Come ricorderete, Angelo Marotta, concorrente di Amici 8, era stato arrestato con l’accusa di truffa e spaccio di droga, per poi essere rilasciato 23 giorni dopo. In un’intervista a Visto racconta l’accaduto.

“Stavo dormendo quando hanno suonato alla porta. Ho chiesto chi era e ho sentito ‘Carabinieri’. Ho pensato che fosse uno scherzo, ma poi ho capito che erano veramente le forze dell’ordine. Non capivo però cosa volessero da me. Mi hanno sbattuto in un incartamento di 600 pagine dicendomi che sapevo benissimo perché erano lì e che dovevano perquisire la casa. Così per due ore hanno buttato tutto a soqquadro.”

L’arresto “Alle prime luci dell’alba invece mi hanno portato in caserma per redigere le carte, prendermi le impronte e farmi le foto segnaletiche.”

Solo in carcere, leggendo tutte le carte, ha capito le accuse a suo carico “Secondo loro ero la base romana dei traffici di Gaspare Trigona. Una cosa allucinante.”

Le prese in giro e l’arrivo in cella “In caserma non facevano altro che prendermi in giro. Mi dicevano che grazie a Maria De Filippi avevo vinto un viaggio premio al Regina Caeli. Verso le 9 mi hanno portato in carcere, nella cella numero 44 della settima sezione. Quando hanno aperto la porta mi è crollato il mondo addosso. Era  uno spazio per tre metri per due. Con me c’erano un tunisino e un rumeno. Non pensavo certo che il carcere fosse una simile topaia.”

Racconta le dure condizioni del carcere “Innanzitutto, se non hai soldi, in carcere non vivi. Loro ti danno uno spazzolino, il bicchiere e il piatto. Se non hai parenti fuori che ti possono portare soldi non puoi comprarti il sapone, la carta igienica. Le porzioni sono misere, fredde e servite dalle guardie con le mani. La doccia si più fare ogni due giorni, ma fino al settimo giorno non ho potuto lavarmi perché gli scarichi erano guasti e nessuno gli aggiustava.”

Dopo 23 giorni, Angelo è stato liberato “Alle 15 del 20 aprile il secondino ha aperto la cella gridando: ‘Marotta liberante’. Finalmente era finita. Il tribunale aveva creduto alla mia versione dei fatti. Quando sono uscito c’erano i miei genitori che mi aspettavano. Non mi hanno riconosciuto con i capelli corti.”

Gli effetti negativi sul lavoro “La cosa peggiore, però, è che continuo ancora adesso ad avere danni nel lavoro. Ho perso alcune serate perché per alcuni ho addosso il marchio dello spacciatore. Una scuola di danza in puglia ha disdetto una mia performance per non creare imbarazzi nelle mamme delle allieve. E la produzione di ‘Piper’, lo spettacolo che porto nelle piazze da un anno, mi ha sostituito.”

Le conseguenze psicologiche “Andrò da uno psicologo perché sto male, quando suona il campanello salto sulla sedia, se passo vicino a un carcere o vedo i carabinieri mi viene la tachicardia. Mi sono salvato solo grazie alla fede, alla mia famiglia e un quaderno che ho tenuto sempre con me per prendere appunti.”

2 COMMENTI

  1. Già.ma ritieniti ancora fortunato.Ora le cose sono un pò migliorate.Mio marito con la stessa accusa dovette fare 2 anni di carcere prima che il tribunale lo assolvesse.Ai pm non fregava niente di nessuno e ti sbattevano in carcere solo per farti dire anche quello che non sapevi.Senza lo straccio di una prova.Per la cronaca erano chi anni in cui Enzo Tortora fu arrestato.Quindi rialzati le maniche e vai avanti 23 giorni di carcere equivalgono solo a una brutta vacanza.Per quanto riguarda il lavoro, trverai persone più degne, nel cammino della vita.Chi ti giudica a priori è solo uno della categoria dei Quaquaraqua, meglio perderli che trovarli:

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