CONDIVIDI

Daytime 20 dicembre

Claudia e Francesca vincono le loro rispettive sfide, giudicate dai due commissari esterni, Paolo Giordano e Annamaria Prina. La sfidante di Claudia si chiama Sara. In programma tre brani: “Right to be wrong”, “L’importante è finire” e il cavallo di battaglia. Al giudice esterno ne bastano due: vince Claudia.

Anche la sfida di Francesca è articolata in tre pezzi, ma anche in questo caso, ne sono sufficienti due: vince Francesca “Leva quel sugo di pastasciutta che hai sulla bocca però” le dice la signora Prina.

È il turno di Alessia. La ragazza è stata messa in sfida da Grazia Di Michele in quanto, nonostante l’ulteriore possibilità datale dalla maestra (le lezioni a domicilio) continuava a dimostrare scarso impegno. A tal proposito, Maria De Filippi chiede ai ragazzi della scuola che la pensano allo stesso modo di alzarsi in piedi: si alzano praticamente tutti. “Che schifo. Facile quando state dall’altra parte. Voi non conoscete la mia storia quindi state zitti!” commenta Alessia, Lidia le risponde a tono, dicendole che i problemi ce li hanno avuti tutti, ma lei, se fosse stato al posto della cantante gialla, si sarebbe fatto “un bip così” per essere riammessa.

La sfidante si chiama Celeste. Le canzoni sono “Bello e impossibile” di Gianna Nannini, “You make me feel like a natural woman” di Aretha Franklin e il cavallo di battaglia. Il giudice esterno Paolo Giordano vuole sentire tutti e tre i pezzi, poi il verdetto: vince Alessia.

In sala relax i ragazzi si confrontano, Carlo Alberto dice chiaramente che secondo lui Alessia è stonata, Lidia ribadisce quanto detto in studio, per Ottavio, la cantante gialla non meritava di rientrare nella scuola. Alessia non capisce l’accanimento dei compagni e si nasconde dietro la sua presunta emotività “Io qui dentro non sto togliendo il posto a nessuno.”  “E’ finta” commenta Nunzio.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.