L'ambulanza per la bambina non c'è. Ma era una bugia.
L'ambulanza per la bambina non c'è. Ma era una bugia.

E’ successo in provincia di Torino, presso il Pronto Soccorso di Ciriè: Younes, operaio di 32 anni, di origine marocchina, ha portato d’urgenza la figlia Yasmine, dopo che quest’ultima ha ingerito – involontariamente – la pila di un orologio.

Il medico del Pronto Soccorso, ha prestato il primo soccorso, sottoponendo la bambina ad una radiografia, comunicando poi al padre, che sarebbe dovuta essere trasferita urgentemente presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Purtroppo però, secondo sempre lo stesso medico, nessuna ambulanza era disponibile al momento.

Il padre, disperato, ha dovuto quindi portare la bambina – in fase di soffocamento – con il proprio mezzo privato, sino all’Ospedale Regina Margherita di Torino, che dista ben 60 chilometri dal paese di Ciriè.

Come racconta lo stesso Younes, sono stati attimi di terrore: tra il traffico, la paura e la bambina, che non riusciva più a respirare, questo padre ha creduto realmente di non farcela.

L’Asl To4 ha deferito alla Commissione di disciplina, al fine che si proceda con con l’adozione dei provvedimenti del caso, nei confronti del medico negligente, che non ha eseguito le corrette procedure: “l’assoluta inosservanza delle linee guida e delle procedure di pronto soccorso”: l’ambulanza, come ha accertato un’indagine interna, era disponibile

Un caso vergognoso di inosservanza delle regole.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.