Accumuli, Amatrice e Pescara del Tronto sono tre dei comuni colpiti dal sisma avvenuto nella notte del 24 agosto 2016. Tra questi tre paesi quello forse più conosciuto è quello di Amatrice.

Il comune di Amatrice  (2600 abitanti) è ora situato i provincia di Rieti, nel Lazio, anche se fino al 1927 faceva parte della provincia de L’Aquila, in Abruzzo. In base ai dati storici è possibile affermare che il territorio in cui si trova il paese fu abitato fin dalla preistoria e grazie all’antica Via Salaria il territorio amatriciano fu pieno di sviluppo fin dall’epoca preromana e romana.

Dalla seconda metà del 1200 il paese passò poi dal Comitato di Ascoli al Regno di Napoli; in seguito all’Unità di Italia Amatrice fu inserita nell’Abruzzo Aquilano e fu solo nel 1927, con la creazione della Provincia di Rieti che il comune passò nel Lazio.

Attualmente, insieme al comune di Accumuli, fa parte della Comunità del Velino. Il paese di Amatrice è sede anche del polo agroalimentare del Parco nazionale del Gran Sasso e dal 2015 è stato anche inserito tra i borghi più belli d’Italia per la bellezza del suo patrimonio architettonico e dei suoi monumenti.

Un altro motivo di vanto del paese è il celebre sugo all’amatriciana utilizzato per condire spaghetti, vermicelli o bucatini. Anche la ricetta del sugo all’amatriciana e originariamente veniva preparato con gli ingredienti che i pastori trovavano in montagna durante il pascolo con i greggi. Gli originari ingredienti erano guanciale, pecorino e spaghetti e solo successivamente furono aggiunti alla ricetta la passata di pomodoro e olio d’oliva. L’ampia diffusione di questo piatto si è avuta dall’Ottocento quando molti amatriciani si spostarono a Roma ed esportarono il piatto tipico della loro città.

Un’altra specialità della città, anche se meno conosciuto rispetto al sugo all’amatriciana, sono gli gnocchi ricci preparati con un impasto di acqua, farina e uova a cui viene data la forma schiacciandoli con le dita.

La zona non è nuova a terremoti di questo tipo. Già nell’ottobre del 1639, infatti, vi furono molte scosse che devastarono il paese facendo crollare la gran parte delle case e delle chiese.

 

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