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L’amaranto è una pianta originaria del Messico appartenente alla famiglia delle Amarantacee. I suoi semi sono molto somiglianti ai cereali: proprio per questo l’amaranto viene definito anche uno pseudocereale.

Pensate che veniva coltivata già dai tempi delle civiltà precolombiane (Maya, Atzechi, Incas). Esistono più di 60 tipologie di amaranto e soltanto tre di esse risultano essere commestibili: amaranthus caudatus, amaranthus hypochondriacus e amaranthus cruentus.

Grazie alla scoperta dell’America, questa pianta è estata esportata anche negli altri continenti. Oggi sono tanti i Paesi che la coltivano (Messico e Sud America in primis) a scopo commerciale e ne ricavano un bel profitto.

Tuttavia, ciò che rende l’amaranto speciale ha a che fare con le sue proprietà: pur trattandosi di una pianta rientra in un certo senso nella categoria dei cereali. Scopriamo insieme il perché!

Amaranto a cosa fa bene?

L’amaranto presenta una serie di componenti ricche di proprietà, tra cui l’olio, le foglie ma soprattutto i chicchi dal colore rosso, nero o avorio.

In termini di calorie, facendo riferimento a 100 grammi di quantità, l’amaranto ne contiene circa 370. Tuttavia, pur trattandosi di un alimento ricco di carboidrati (65 gr) possiede un basso apporto glicemico: ciò ci fa ben intendere che è perfetto per chi soffre ad esempio di diabete. E non è tutto: pur somigliando molto ad un cereale, non contiene glutine e ciò significa che può essere consumato dai celiaci.

Allo stesso tempo, l’elevato contenuto di carboidrati non esclude l’alta presenza di proteine. Quest’ultime risultano un ottimo alleato per tutti coloro che seguono un’alimentazione vegetariana o vegana, andando così a reintegrare alcune carenze.

E anche le fibre non mancano affatto. Grazie ad esse, l’amaranto si rivela perfettamente digeribile,andando così a contrastare il possibile insorgimento di disturbo gastrointestinali. L’intestino di conseguenza, trova molta meno difficoltà nel liberarsi di tutti gli scarti.

Infine, l’amaranto è in grado di abbassare i livelli di colesterolo, fungendo così da “alimento amico” del cuore. Regola i valori della pressione arteriosa, i trigliceridi e il profilo lipidico.

Tutte queste proprietà, rendono l’amaranto una pietanza ideale per tutti, inclusi i bambini e gli anziani.

Amaranto per stitichezza e diabete

Dopo aver presentato le proprietà dell’amaranto in linea generale, andiamo a scoprire nel dettaglio le proprietà nutrizionali.

Ferro

La quantità di ferro presente è altissima. L’efficacia aumenta nel momento in cui si associa l’amaranto ad altri alimenti ricchi di vitamine. E’ fortemente consigliato per chi soffre di anemia (ed allo stesso tempo la previene).

Fosforo

Il fosforo contenuto nell’amaranto dona al nostro corpo una serie di benefici. Non si parla soltanto dal punto di vista fisico ma anche psichico: ci rende più svegli, attenti, intuitivi e migliora la memoria.

Potassio

Grazie al potassio, ci sono numerosi vantaggi per il nostro corpo, come ad esempio la riduzione della pressione sanguigna, l’equilibrio ionico, la regolarizzazione della frequenza cardiaca, l’eliminazione dei liquidi in eccesso, il miglioramento degli impulsi nervosi e tanto altro ancora.

Magnesio

Anch’esso come il potassio presenta notevoli proprietà legate al funzionamento del sistema nervoso ma soprattutto di quello muscolare (contrastando ad esempio i crampi). Inoltre, assumendo una giusta dose giornaliera di magnesio, si può combattere l’insonnia.

Vitamine

L’amaranto può vantare un altissimo contenuto di vitamine, in particolar modo la vitamina B5 e la vitamina B6.

La prima è essenziale per il metabolismo di grassi, proteine e carboidrati, regolando nei bambini il processo di crescita. Mentre la vitamina B6 ha a che fare con il metabolismo degli aminoacidi ma anche degli acidi grassi e degli zuccheri, senza contare il fatto che sia in grado di proteggere i neuroni, contrastando insonnia, depressione e stress.

Valori Nutrizionali

  • Energia 1.554 kJ (371 kcal)
  • Carboidrati 65,25 g    
  • Amido 57,27 g           
  • Zuccheri 1,69 g          
  • Fibre alimentari 6,7 g 
  • Grassi  7,02 g 
  • Saturi   1,459 g           
  • Monoinsaturi 1,685 g 
  • Polinsaturi 2,778 g

Proteine 13,56 g        

  • Triptofano 0,181 g     
  • Treonina 0,558 g        
  • Isoleucina 0,582 g      
  • Leucina 0,879 g         
  • Lisina  0,747 g           
  • Metionina 0,226 g      
  • Cistina 0,191 g           
  • Fenilalanina 0,542 g   
  • Tirosina 0,329 g         
  • Valina  0,679 g           
  • Arginina 1,060 g        
  • Istidina 0,389 g          
  • Alanina 0,799 g          
  • Acido Aspartico 1,261 g        
  • Acido Glutammico 2,259 g   
  • Glicina 1,636 g           
  • Prolina 0,698 g           
  • Serina  1,148 g

Vitamine

  • Tiamina (B1) 0,116 mg (10%)
  • Riboflavina (B2) 0,2 mg (17%)
  • Niacina (B3) 0,923 mg (6%)
  • Acido Pantotenico (B5) 1,457 mg (29%)
  • Vitamina B6    0,591 mg         (45%)
  • Acido Folico (B9)       82 μg   (21%)
  • Vitamina C 4,2 mg (5%)
  • Vitamina E 1,19 mg (8%)

Minerali

  • Calcio  159 mg (16%)
  • Ferro 7,61 mg (59%)
  • Magnesio 248 mg (70%)
  • Manganese 3,333 mg (159%)
  • Fosforo 557 mg (80%)
  • Potassio 508 mg (11%)
  • Sodio   4 mg (0%)
  • Zinco   2,87 mg (30%)
  • Acqua  11,13 g
Amaranto come cucinarlo

Una volta scoperte tutte le proprietà nutrizionali dell’amaranto, ci si chiede quali siano i metodi di cottura e gli abbinamenti ideali in cucina.

Cottura

Innanzitutto, prima di passare alla preparazione, è fondamentale che i semi vengano puliti in maniera accurata attraverso abbondanti lavaggi di acqua, per poi scolarli. A questo punto, viene effettuata la cottura: i semi di amaranto si bolliscono in un pentolino d’acqua per circa una mezz’oretta (magari assaggiate dopo una ventina di minuti e regolatevi in base al gusto personale).

Utilizzo

L’amaranto può essere utilizzato in un’infinità di modi.

In primis come pseudocereale integro, da inserire nelle insalate o come ingrediente aggiuntivo (e dunque contorno) a vellutate o zuppe. Si sposa benissimo anche con le verdure, con il tonno e con il salmone… quasi come se fosse del riso o del farro. Inoltre, è perfetto per chi ama realizzare delle healthy bowls (coppe salutari) a colazione, ad esempio come porridge o nelle macedonie.

Tuttavia, dall’amaranto si può ricavarne l’omonima farina, utile per la preparazione di impasti lievitati (pane, focacce e via dicendo) e di tanti altri prodotti.

Così come si può estrarre un olio ricco di squalene (acido grasso con proprietà ricostituenti) e il latte. Esso risulta un’ottima alternativa a quelli di origine animale: è dunque perfetto per i vegani e gli intolleranti al lattosio. 

E per chi non lo sapesse, con i semi di amaranto è possibile realizzare dei gustosi pop corn

Infine, bisogna tener a mente che della pianta di amaranto non si butta via nulla. Fin ora vi abbiamo parlato principalmente dei suoi semi ma in realtà anche le foglie, se bollite, presentano diverse proprietà, essenziali per il nostro organismo: è astringente, antidiarroica, disinfettante ma anche un ottimo alleato per rafforzare il sistema immunitario, specialmente nella stagione fredda. Pensate che un tempo per gli Atzechi era considerata una pianta sacra!

Amaranto è ricco di lisina, calcio, fosforo, magnesio e ferro

Tra le specie commestibili  troviamo  l‘Amaranthus caudatus, l’Amaranthus cruentus e Amaranthus hypochondriacus. Quest’ultima è ritenuta la varietà  più facilmente coltivabile. l’ultillizzo di questa pianta ha origini antichissime, risale infatti alle popolazioni degli Inca e degli Aztechi.

L’ amaranto può essere coltivato anche  per finalità ornamentali, data la bellezza dei fiori.

La cottura di questo alimento avviene in acqua bollente e deve proseguire per circa 30-40 minuti, ovvero fino a quando i chicchi  saranno morbidi. Non è necessario tenerlo in ammollo  prima della cottura, occorre solo sciacquarlo un  con acqua fredda.

E’ l’ideale per preparare zuppe e  minestre.L’abbinamento migliore è con gli ortaggi e i legumi. Da evitare invece di consumarlo insieme alle  proteine animali, come latticini e carni, perché risulterebbe pesante.

Inoltre l’ assenza di glutine lo rende   particolarmente adatto all’alimentazione delle persone celiache.  L’amaranto è ricco di lisina, calcio, fosforo, magnesio, ferro e molte fibre. Contiene inoltre vitamine del gruppo B e la vitamina C.

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