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Amanda Lear (nome d’arte di Amanda Tapp) è un’artista dalle mille sfaccettature: attrice, cantante, scrittrice, ex modella e pittrice. Scopriamo qualcosa in più sulla sua biografia!

Amanda Lear Biografia 

Nata a Saigon (Vietnam) nel 1939, ha vissuto un’infanzia abbastanza misteriosa, causata dalla separazione dei suoi genitori. Tuttavia, è certo che Amanda sia cresciuta insieme alla madre a Nizza

Ha visitato diverse città sin da piccola e proprio per tale motivo, conosce più lingue: in primis il francese ma sa parlare anche l’inglese, l’italiano, lo spagnolo e il tedesco. 

Terminata la scuola elementare, la Lear si è trasferita da Nizza a Parigi. Qui, ha avuto modo di intraprendere la sua carriera universitaria, iscrivendosi all’Accademia delle Belle Arti per poi passare alla St. Martins School of Art della capitale brutannica. 

Amanda Lear modella

La sua carriera inizia come modella negli anni ’60 nella scuola di Lucie Daouphars. Questa fase della sua vita è stata commentata da Amanda stessa, in un’intervista per Radio Europe 1, risalente al 2003:

“Ero cresciuta pensando di essere brutta, brutta, brutta. Ero troppo alta, ero troppo magra, i miei seni erano piatti, avevo gli occhi asiatici e gli zigomi di mia madre così sembravo straniera rispetto a tutte le mie amiche, la bocca era troppo grande e i denti erano troppo grandi, per questo non sorridevo mai. Poi Françoise Hardy esplose in Francia e tutto improvvisamente cambiò. Prima di lei dovevi assomigliare a Brigitte Bardot: bionda, sinuosa e maggiorata”.

Ed ha aggiunto:

“Avevo vent’anni quando la gente ha cominciato a dirmi “Sai una cosa, assomigli un po’ a Françoise Hardy, potresti fare la modella” e poi di punto in bianco questa famosa Caterina Harlé è saltata fuori. Per puro caso mi è capitato di vederla per strada a Parigi e mi ha chiesto se volevo fare la modella di moda e ho pensato che stesse scherzando! E lei disse “No, no, no, tu sei esattamente il tipo di ragazza che stiamo cercando” e tutto a un tratto, tutti questi difetti, tutte le cose di cui mi ero sempre vergognata, sono diventate il mio più grande patrimonio. Per un puro caso, come molte cose nella mia carriera”.

Così, da quel momento, Amanda diventò modella per Paco Rabanne e Vogue, ed iniziò a partecipare a sfilate di un certo calibro, come ad esempio Yves Saint Laurent e Chanel.

Gli anni ’60 furono per lei molto movimentati. Si spostò da una città all’altra ed in particolar modo tra Londra e Parigi, luoghi in cui ha avuto anche modo di conoscere l’arte e di posare per diverse opere di Salvador Dalí, tra cui “Venus to the Furs” e “Vogué“. 

Amanda Lear anni ’70

Questo decennio, vide l’affermarsi di Amanda Lear come attrice e come comparsa in alcune serie televisive, tra cui Midnight Special, insieme a David Bowie, con cui instaurò un rapporto speciale. Con il cantante inoltre, registrò un brano intitolato “Star” ma che non fu mai pubblicato.

Fu proprio grazie a Bowie che Amanda si concentrò principalmente sul mondo della musica, tanto da esordire con l’album “I Am a Photograph” e raggiunse le top 10 di vari Paesi europei, Italia inclusa.

A seguito di tale successo, la Lear produsse un concept album intitolato “Sweet Revenge”, con il quale vinse il disco d’oro in Italia e lanciò il singolo più noto della sua carriera, “Follow Me“.

Durante la fine degli anni ’70, l’artista pubblicò nuovi album ma ebbe più successo in America.

Amanda Lear Anni’ 80

Qui ormai Amanda era diventata nota a livello mondiale. Il nuovo decennio significò per lei l’incisione di un nuovo album “Diamonds for Breakfast“, il quale ebbe un successo discreto.

Cambiò genere musicale: dall’essere considerata la “White Queen of Disco”, la cantante cercava sempre di più di ispirarsi ad alcune sue icone ed in particolar modo a Tina Turner.

Successivamente, trascorse del tempo in Italia, dove pubblicò una raccolta contenente le sue più grandi hit e iniziò ad affermarsi nel mondo della televisione conducendo su canale 5 due edizioni di “Premiatissima“, nel 1982 e nel 1983.

Un anno dopo, tornò sulla cresta dell’onda con l’album Secret Passion, la sua prima biografia “My life with Dalì” e come intrattenitrice televisiva, sia su canale 5 che su La Cinq (emittente francese). 

La fine degli anni ’80 vedono un grande ritorno di Amanda Lear, che scala le classifiche con la reinterpretazione della canzone Tomorrow, intitolata: Tomorrow (Voulez vous un rendez vous).

Dal punto di vista televisivo invece, l’artista si ritrova a condurre in Italia “Ars Amanda”, un programma che andò in onda su Rai 3.

Amanda Lear Anni ’90

Per Amanda Lear, gli anni’ 90 furono molto incentrati sul successo televisivo. Prese parte in una serie, chiamata “Piazza di Spagna” e nel film drammatico “Une femme pour moi”.

Nel frattempo, continuò a produrre alcuni brani e nel 1998 fece il boom in Italia con la conduzione de “Il brutto anatroccolo”, il quale venne trasmesso fino al 2000 in più edizioni.

Amanda Lear 2000

Il nuovo millennio non iniziò alla grande per la Lear, a causa della morte di suo marito Alain-Philippe Malagnac d’Argens de Villèle, per via di un incendio scoppiato nella loro abitazione.

Dopo un periodo buio, torna in TV e conduce sulla Rai il programma “Cocktail d’amore“, in cui venivano intervistati diversi cantanti che hanno segnato la storia della musica italiana.

Nel 2005 ha partecipato a “Ballando con le stelle“, nel 2008 fece la comparsa nella soap “Un posto al sole” e negli anni successivi (sino ad oggi), ha partecipato a numerose sfilate, mostre e programmi TV, anche in veste di ospite.

Amanda Lear Vita privata

Amanda Lear conduce una vita in solitaria. Lo ha dichiarato recentemente in una puntata di “La Repubblica delle Donne”, un programma dedicato all’universo femminile e condotto da Piero Chiambretti. Ha detto così:

“Le star non dovrebbero avere figli perché siamo molto egocentrici, siamo molto concentrati sul nostro personaggio, il nostro successo e c’è poco tempo per dedicarlo a dei bambini. Il bambino vuole una mamma, non una tipa su Instagram o una mezza nuda in televisione. E comunque io amo tantissimo la solitudine. Vivo a casa sola con i miei gatti. È una cosa meravigliosa! Le mie amiche dicono ‘che tristezza’, ma io sto davvero bene. È la cosa migliore!”

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