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etna etutta

Si sta risvegliando?

No, non si tratta della “Bella addormentata nel bosco” ma dell‘Etna che, in questi giorni, sembra aver abbandonato la sua dolce alcova per risvegliarsi più riposato che mai.
Da qualche giorno, infatti, la pancia del vulcano trabocca lava, cenere e lapilli tanto da paralizzare anche l’attività degli aeroporti principali.
Gli scali di Catania e Comiso sono stati chiusi dalle 18.24 di ieri e resteranno paralizzati anche oggi con disagi per i passeggeri. In particolare, sono 45 i voli interessati dalla chiusura dell’aeroporto di Catania.

Che si tratti di una nuova fase eruttiva del vulcano, lo conferma il bollettino dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) secondo cui “è tuttora in corso una vivace attività stromboliana al nuovo cratere di sud-est dell’Etna, accompagnata dall’emissione di una colata di lava in direzione della Valle del Bove, e la formazione di una nube eruttiva diluita che contiene modeste quantità di materiale”.
Tutto è cominciato il 14 dicembre con una forte esplosione avvenuta dalla parte nord-orientale del nuovo cratere di sud-est.

Successivamente, sono avvenute frequenti emissioni di cenere e si è passati, poi, ad una vivace attività stromboliana caratterizzata da fasi di pulsanti fontane di lava.
Già lo scorso 28 novembre si erano registrati segni premonitori con un episodio eruttivo parossistico, seguito da una nuova fase eruttiva dopo poche settimane.

Dal 2 al 4 dicembre il vulcano era in fase quiescente, salvo ridestarsi due giorni fa.

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