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Non solo in gravidanza, ma anche durante l’allattamento è necessario prestare attenzione all’alimentazione. Alcuni cibi, infatti, possono avere effetti negativi sulla produzione e qualità del latte, con conseguenti rischi per il bambino.

Le mamme che allattano dovrebbero evitare il consumo di selvaggina, cacciagione, carni conservate, insaccati, molluschi, polpa di granchio, pesche e fragole, in quanto possibili veicoli di batteri e potenzialmente allergenici.

Anche il consumo di spezie è sconsigliato, specie quelle dal gusto molto forte o piccante, come il curry e il peperoncino.

No alle spezie

Attenzione anche a quei cibi che potrebbero alterare il sapore del latte: cavoli, cavolfiori, broccoli, cardi, asparagi, verza, cicoria, rape, radicchio, carciofi, funghi, aglio e cipolla crudi, porro, erba cipollina, formaggi dal gusto deciso, strutto, lardo, panna, maionese, pomodori acerbi e patate inverdite. La loro esclusione non è però tassativa. Se il bambino non mostra di non gradire il sapore del latte, potete continuare tranquillamente a consumarli. In caso contrario, meglio evitarli.

In dolci, i succhi di frutta, lo zucchero e le sostanze troppo zuccherine in generale dovrebbero essere assunte con moderazione. Un eccesso potrebbe causare nel piccolo diarree fermentative.

No all’alcol

L’alcol non è un problema in sé ma lo diventa nel momento in cui la quantità assunta è troppo elevata. Bere alcol in dosi eccessive può infatti provocare cambiamenti nel ritmo del sonno, riduzione del latte materno, ipoglicemia, diminuzione del consumo del latte da parte del neonato e uno sviluppo non regolare. Nessun problema se volete concedervi un bicchiere di vino di tanto in tanto.

Prestate attenzione anche alla caffeina: può causare iperattività e disturbi del sonno. Cercate di limitarne l’assunzione.

Assolutamente bandito il fumo: riduce la quantità di latte prodotto e lo priva della preziosa vitamina C. I suoi effetti sul bambino sono altamente nocivi.

Se avete la necessità di assumere farmaci, chiedete sempre il parere del medico.

Quanto passa tra una poppata e l’altra?

Le neo mamme non sanno bene come comportarsi con il proprio piccolo, soprattutto i primi mesi di vita.

Cosa sappiamo davvero sull’allattamento?

Cerchiamo, in questo post, di sfatare alcuni miti circa il concetto di allattamento.

Circa due ore . Dobbiamo tener presente che il seno è una centrale di produzione , ovvero funziona in base al meccanismo della domanda e dell’offerta: produce latte nel momento in cui il bambino lo richiede. La quantità di latte che rimane o si forma nel seno tra una poppata e l’altra è molto bassa e solo con la suzione “si aprono i rubinetti” .

La raccomandazione di “lasciar riempire” il seno deriva dalla consuetudine scorretta di paragonare il seno al biberon mentre sappiamo che le mammelle contengono il tessuto ghiandolare che lavora per formare il latte, quindi non sono un contenitore vuoto che ha bisogno di riempirsi e svuotarsi.

In Estate il neonato rischia di disidratarsi

E’ vero. Durante i primi sei mesi di vita la raccomandazione è di allattare al seno in modo esclusivo dove per “esclusività” si intende solo latte materno , a richiesta, senza limiti di tempo o regole di frequenza.Il latte materno contiene una percentuale alta di acqua che soddisfa le esigenze del bambino.

Fino a sei mesi il bimbo non ha bisogno di nutrirsi in maniera differente.

Non esistono cibi da evitare in allattamento. Il bambino , attraverso il latte materno, inizia ad assaporare il gusto di ciò che noi mamme ingeriamo e questo già lo fa in gravidanza attraverso il liquido amniotico. Alla sua nascita, quindi, già conosce i sapori della tavola familiare. Ovviamente l’alimentazione della mamma deve essere sana, varia e con cibi il più possibili naturali e salutari. E’ consigliabile variare molto.

Il seno grande contiene più latte?

Assolutamente falso. La dimensione del seno non ha alcun impatto sulla quantità di latte prodotto., Ogni seno, di qualsiasi taglia, forma e colore, può produrre latte a sufficienza.

Sigarette elettroniche sconsigliate in gravidanza e in allattamento

Il Consiglio Superiore di Sanità ha sconsigliato l’utilizzo delle sigarette elettroniche durante la gravidanza e il periodo di allattamento. Questi dispositivi, pur essendo stati realizzati con l’obbiettivo di evitare gli effetti nocivi derivanti dalla combustione del tabacco, possono rivelarsi dannosi per la salute. Queste considerazioni valgono sia per le sigarette elettroniche contenenti nicotina che per i liquidi aromatici.

La nicotina, infatti, in dosi elevate può determinare nausea e vomito, ma può provocare malessere anche se assunta in piccole dosi, come aumento della pressione del sangue e della frequenza cardiaca. Se assunta regolarmente, come è noto, la nicotina sviluppa inoltre dipendenza.

Le controindicazioni riguardano anche le cartucce contenenti liquidi aromatici, non vi è infatti ancora nessun dato certo sulle sostanze presenti al loro interno e, di conseguenza, non si può essere sicuri che siano totalmente innocui.

In conclusione, le donne fumatrici che hanno intenzione di avere un figlio è bene che smettano di fumare affidandosi alla propria forza di volontà, senza rivolgersi alle sigarette elettroniche.

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