Molte mamme, erroneamente consigliate e informate, pensano che il latte materno dopo un periodo non ben definito, non sia più valido come alimento.

“Ormai è acqua”. Chi di noi non se lo è mai sentito dire? 

Ecco, sfatiamo questo falso mito: il latte materno è sempre e ripeto sempre un alimento eccezionale, magico, come ho scritto qualche post fa. 
.Tanti studi dimostrano come, proprio in concomitanza con i classici malanni, la composizione del latte si modifichi per fornire ai nostri figli tutto ciò che serve loro per “combattere” contro i “nemici”:
 è così che in poco volume ci sarà una maggiore concentrazione di anticorpi e nutrienti, facendone un alimento completo e ricco (in quale altro alimento troviamo anche gli anticorpi)?!?

2 ANNI, NORMALIZZAZIONE DELL’ ALLATTAMENTO AL SENO

Allattare oltre i 2 anni si può, ma le madri hanno bisogno di una società che le sostenga.

L’OMS raccomanda l’allattamento al seno ALMENO per 2 anni.
Questo vale in ogni paese e cultura, non solo in paesi del terzo mondo come spesso sento dire. I benefici ci sono anche per i bambini del mondo occidentale.

Nel passato era frequente allattare ben oltre i 2 anni, oggi invece è una scelta rara perché è resa difficile da molti ostacoli:
la mancanza di informazioni corrette, di personale formato, di una cultura di sostegno alle madri, di leggi che tutelino le madri lavoratrici.
Eppure la scienza parla chiaro: ci sono benefici sia per il bambino che per la madre.

Perché allattare oltre i 2 anni?

Perché non c’è una scadenza.
Perché si smette quando arriva il momento in modo naturale, ovvero quando la DIADE (la coppia mamma-bimbo) decide che quel momento è arrivato. E può succedere prima o dopo, ogni diade è unica.

Dal punto di vista nutrizionale intorno ai 2 anni i bambini sono generalmente “svezzati”, ovvero tecnicamente possono mangiare tutti gli alimenti in diverse consistenze. Riescono soddisfare i propri fabbisogni nutrizionali con gli alimenti solidi.
Il latte costituisce ormai solo una piccola parte dell’introito calorico.
Ricordiamo però che in caso di patologie (virosi… difficoltà nella masticazione per stomatiti… difficoltà ad alimentarsi per gastroenteriti…) il latte può tornare utile come comfort food ed evitare una disidratazione.
Dal punto di vista immunologico invece l’allattamento svolge ancora un ruolo protettivo.
Dal punto di vista emozionale-affettivo svolge ancora un ruolo consolatorio anche se la diade ha trovato ormai altri modi per comunicare e coccolarsi. Questa modalità lascerà sempre di più il passo ad altre forme consolatorie. Tuttavia finché c’è può tornare utile.

Le cose da sapere:

Non è sempre una passeggiata, ci possono essere alti e bassi, momenti di stanchezza e sconforto, voglia di mollare, indecisione sul da farsi, dubbi sulla gestione… è sempre utile confrontarsi con altre madri o con una consulente dell’allattamento.

Allattare oltre i 2 anni è una possibilità, ma c’è ancora molto lavoro da fare per evitare critiche, commenti al vetriolo e derisione.

Post di Carla Tomasini Pediatra

a domanda che dobbiamo porci è la seguente:

Come so se il bimbo ha preso abbastanza latte?

La mamma ha uno strumento immediato e a portata di mano per capire se il bimbo prende latte a sufficienza: il controllo dei numeri di pannolini che bagna e sporca.

Dopo l’arrivo della montata lattea (circa a 4 giorni di vita), un bambino che cresce bene bagna minimo 6 pannolini di pipì al giorno e 3 di cacca.
Quest’ultima indicazione vale per i bambini fino ad un mese o un mese e mezzo dopo la nascita perché, con la crescita, la capacità di contenimento intestinale del bambino aumenta e potrebbe non evacuare tutti i giorni.

Un bambino allattato al seno può stare fino ad una settimana senza fare la cacchina e non rappresentare un problema. Il numero di pannolini bagnati rimane sempre valido ed è indice del grado d’idratazione del bambino. Se non ci sono problemi particolari di accrescimento accertati, il peso andrebbe controllato assieme ad altri parametri (crescita in altezza, circonferenza cranica e salute generale)

Teniamo presente che mediamente un bambino allattato al seno cresce di 170 gr a settimana per i primi due mesi.

Il metodo della doppia pesata, oltre ad essere inutile, è persino dannoso perché installa il dubbio sulle capacità della madre di produrre latte in modo adeguato e non dice nulla circa la quantità di latte introdotta in una singola poppata ; il bambino potrebbe chiedere il seno perché ha sete e bere solo pochissimo latte per dissetarsi.

Se il bimbo piange ha fame?

Generalmente si ma attenzione. Il pianto è un segnale tardivo di fame e significa che il bambino è già molto stressato ed in queste condizioni è probabile che non riesca ad attaccarsi al seno correttamente. Per aiutarlo a fare una poppata serena è importante cullarlo facendo succhiare la punta del proprio dito con l’unghia corta e pulita ed offrigli poi il seno.

L’allattamento è un dono d’amore per i propri figli 
.
In caso di dubbi rivolgetevi a figure professionali esperte e formate: le consulenti in allattamento. Solo loro possono aiutarvi ad avviarlo e mantenerlo serenamente, dandovi tutte le conoscenze di cui avete bisogno per non farvi prendere dai timori.

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